Rassegna storica del Risorgimento
ROMA
anno
<
1920
>
pagina
<
726
>
" Mii vemctàx,!
Il vico-prosidouto della iStà-, seuatc Matto MMKÌQW, pronuncia quesói discorsa :
O nostro primo pousic.ro in q uosfca sfótto Adunanza si rivolgo riverente a la M. V. cai esprimo, a nome della Società per la attoria del Insorgi menilo, Wt riva ÉPMitttmiKoc per la cortese accoglienza del nostro invito. E parimenti -rendo sentite anioni di grazia alle presidenze dèi naiio',e della Camera Glett'wa; ajiparlamentaar i arapjmentanbi dèi éoerno, del Comune e delia Provineia d'i Roma ed alle altre autorità qui convenuta. Purtroppo oh che presiedeva uhostro Sodalizio, il generale Ettore Pedotri, è scomparso, ìV manca, a chi lo;osfcitniSfl in questo Momento* la splendida aureola che circondava il prode cacciatore delle pi del 185flì?atìiìuos<> [garibaldino del 1860.
Il Congresso, che- inauguriamo, sì aduna 4tt oisiffostanze cosi solènni quali inai occórsero nei precedenti nostri convegni. 'Si -fé compiuto il :riaofgirà0nK politico nazionale, a le cui vicende rivolgiamo i nostri' studili, si è compiuta; con fa redenzione di nòbili prowincit-.; l'unità della Patria. Pur tra le gravi difficoltà dell'ora presente i Mostri- cuorii nei quaji vibrano le memorie di un aspro, affannoso periodo di lotte, <. saeiufefs'di martìriV esultano innanzi a la grande opera dovuta a le virtù; del popolo) jfcauanoi al valore delle nostre armi.
Sembrò un. giorno che la breccia di Porta Pia segnasse il compimento' dei destini nazionali e U-. ricerche dei cultori della storia del iEisorginiento ebbero por limite il 0O mai rievocando con 'Haìneosa indagine i ricordi dèi passato, rievocando nei pensoso silenzio degli archi vi; 1 palpifÉ-'é le passi orti: -di un tempo, noi sentivamo, piti che altri, amarezza' delle terre italiane àìlv -cora disgiunte da la Patria, el dolore* e alyotta noll'uiniliazione, conveniva soffocare gli impulsi del nìooi nitoo. Il buon Benso politica: ;dy pojpolp italiano comprendeva che, niéMVèvì d'ente vanità dì ogni teatàtiiyb. non si dovesse in alcuna guisa compromettere* con i risnjltatii- O'tteiuttii.'iè foMùue dcli''avy f nire, Oi incarnammo innanzi ad un ineluttabile dovere. !Nel 1875.. nmperatorfc d'Austria Francesco. Giuseppe, diceva in Venezia al gran :we'-ììtn:rio Enia-nuele Età ÈM0JW ! riconosco che n' .poieì" PiMiè1 ; iia>' rettiK ficazione delle feóntìerè: éiie: éi /dwiiaono: non parlo di Trieste?: è una; questi onej non austriaca soltanto mar'te'eseay edruiiieameiiifie iiii cataclisma generate patirebbe li'ogsrla a :no8i
,.. sbafarcila.Ma àeiìendicazioniazionalielevano.;gfeiperi
centrali, i due potenti -Ridossi militari stretti nBlirolftefivdolJ ]>f9 d;un ;<ùri
eanzn 4-ftl!k. con, popoli, 'aggiogati jlnTzaljaraqnte; fl! carro auCAnstria, iljijì pò,,,,li ho debbono ossi pure rivrfi:tfl*<ar*i a liher ci3 ;fiitpii
02
Tei
Sìa la nostra guerra -la ?gurr dello riatsitóiiiVrL. Ijftftltfltì alfe le Imiidiérè, non solamente M taiLtesseòóMej ma M m Mà0è -M:sfrinoipw. die dia oltre mezzo secolo -ispira aignoreggià ni saMu- europea. 'crjefe;Bjl, vo*