Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE PIEMONTESE AMERICA MERIDIONALE 1849-1861
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1984
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Marco Maria Blasetti
così ripetuti negli anni a seguire, alla triste piaga degli agenti di emigrazione, benché fosse già iniziata l'opera di reclutamento di lavoratori europei da parte di governi interessati, specialmente degli Stati dell'America meridionale. Pur non potendo assegnare alla crisi economica che travaglia il Regno5) la parte preponderante nella crescita quantitativa delle tradizionali correnti di esodo, è un fatto innegabile che, dalla metà del secolo, cresce il numero di contadini che lasciano il Piemonte.61 Di conseguenza troviamo modificato il carattere peculiare di un'emigrazione animata inizialmente dai marinai e dai commercianti liguri; emigrazione dotata di direttrici ben precise e sufficientemente omogenea come composizione sociale.
Che l'emigrazione dei contadini piemontesi risulti non meno rilevante di quella ligure si rileva dall'intervento del senatore Balbi-Piovera, durante la discussione del progetto per l'istituzione della linea di navigazione tra Genova e l'America. Egli dice di voler risparmiare ai colleghi discorsi di tono generale:
... per parlarvi solo dell'emigrazione presente, la quale è assai numerosa, e se non mi sbaglio, ascende a 60.000 sudditi sardi nell'America del Sud. E non crediate che siano tutti Genovesi, perché tutte le Provincie dello Stato forniscono il loro contingente...7)
Gli risultano, infatti, in America 15.000 savoiardi e moltissimi altri, emigrati dalle province di Domodossola e di Acqui.
Già precedentemente il relatore Albini, riferendo al Senato a nome del-rUflìcio centrale sul medesimo progetto, aveva confermato alcune delle realtà sopra accennate.81 Albini, sottolineata la crescita continua del flusso che conduce lavoratori dall'antico al nuovo continente, ne indica la destinazione prevalente: l'America del Nord, con preferenza per la California. Tra l'altro, considerato l'apporto notevole alla emigrazione europea fornito dalla Svizzera e dalla Germania, egli non nascondeva la speranza di portare una parte degli emigranti di quei paesi ad imbarcarsi a Genova, una volta stabilita una regolare comunicazione con il continente americano. Per ciò che riguarda i suoi "connazionali" in particolare, Albini precisa che molti fra i nazionali vanno
=) MARIA GINA MARENCO. Le condizioni dell'emigrazione ligure, in Giornale degli Economisti, serie terza, a. XXXII, 1921. voi. LXI. pp. 175-183: afferma che l'annessione al Piemonte aveva avuto risvolti economici negativi, soprattutto per i nuovi gravami fiscali. A p. 180 precisato che, fino al 1869, era larga l'emigrazione dalla cost8 di Chiavari (marinai, carpentieri, pescatori, commercianti), nota contemporaneamente l'aumento del numero dei contadini dell'interno, diretti soprattutto in America del nord. Conclude, p. 181: Prima dell'Unità italiana, dalla terra del Levante l'emigrazione era larga tanto dall'interno che dal litorale, causa la depressione che si estendeva a tutta la Liguria dell'industria marinara, su cut l'unione al Piemonte aveva tanto disastrosamente influito .
6) FRANCESCO SAVERIO NITTI, L'emigrazione e i suoi avversari, in Scritti sulla questione meridionale, voi. I, Bari, Laterza, 1958. Nitti parla (p. 317) di 7.185 italiani negli U.S.A. (quasi tutti liguri e piemontesi) dal 1819 al 1855; ma 2.995 solo nell'ultimo quinquennio. Per il 1858 ci offre la cifra di 1.240 italiani negli U.S.A.. praticamente solo liguri.
7) Atti del Parlamento subalpino. Senato del Regno [A.P.S.S.l, sessione del 1852. tornata del 1-7-1853, p. 708.
*) Ivi, sessione del 1852, Documenti, Pp. 1647-1648; relazione al Senato dell'Ufficio centrale, composto dei senatori De Cardcnns. Vesine, DI Pollone, Mosca e Albini, relatore, presentata nella tornata del 30-6-1853.