Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE PIEMONTESE AMERICA MERIDIONALE 1849-1861
anno <1984>   pagina <268>
immagine non disponibile

268 Marco Maria Blasetti
parlamentari.14) Una sua presa di posizione interessa in particolare, perché permette di chiarire l'angolazione da cui lo statista considerava la questione. Si tratta del suo intervento più lungo ed esauriente sull'argomento, il 20 mag­gio 1858.'5)
Prendendo spunto dalle parole del deputato Costa, 'il quale aveva ancora una volta messo in evidenza come l'emigrazione si facesse "ogni giorno più forte", Cavour afferma:
Considerato questo fatto in tesi generale, dirò recisamente che l'emigrazione non è sempre indizio d'impoverimento di uno Stato; che invece la storia ed antica ed attuale ci prova che i popoli che somministrano un contingente maggiore ali'emigrazione sono i popoli i più industriali del mondo. **)
A sostegno di tali affermazioni egli cita l'esempio della colonizzazione inglese in America del Nord e non può evitare un'anonima interruzione da sinistra che sottolinea come quella immensa regione sia stata popolata dal­l'emigrazione irlandese e non tanto da quella inglese. Poi, sempre a proposito degli Stati Uniti, Cavour ricorda i vantaggi derivati dalle migrazioni interne, con la progressiva colonizzazione degli Stati -dell'Ovest. Anche se la cosa può stupire, incontriamo un giudizio negativo circa un aspetto della politica mi­gratoria inglese, a testimonianza dell'estremo equilibrio di giudizio del mini­stro piemontese, al di là di ogni accusa di passiva "anglofilia": ... se egli è vero che l'emigrazione non deve essere favorita con mezzi fittizi, eccezionali, come si fece, a mio avviso, male a proposito in Inghilterra... . 17>
Di grande interesse è la sua analisi in termini economici del peso del­l'emigrazione a favore dei lavoratori rimasti in patria:
...la condizione della classe operaia dipende dal rapporto che esiste tra la massa dei capitali che mettono in moto il lavoro e la quantità di braccia che si offrono a lavorare...: se, mercé l'emigrazione, scemate il numero dei lavoratori senza diminuire il capitale industriale, voi migliorate immediatamente le condizioni della classe degli operai che sono rimasti. 1S>
Concetti questi che torneranno di frequente nelle roventi discussioni del travagliato periodo post-unitario, mai però espressi con uguale scientificità ed altrettanta chiarezza. Sidney Sonnino, vent'anni più tardi, sottolineando proprio la mancanza di idee chiare sull'argomento, non si periterà di attri­buirle alla "gran confusione d'idee" caratteristica delle nostre classi colte ed abbienti, non esclusa la stessa classe politica.19)
La conclusione del discorso di Cavour ci riconduce al "particolare" della situazione del Regno Sardo, anzi ad:
M) A.P.S.C:., tornata del 31-5-1853, p. 4000; tornata del 20-5-1858, pp, 1812-1813. Altri brevi cenni nelle tornate 12-4-1853, 12-6-1854 (p. 1763) e 19-1-1857.
15) A.P.S.C., sessione del 1857-58, tornata del 20-5-1858, pp. 1812-1813.
) Ivi, p. 1812.
J7) Ibidem.
lg) Ibidem.
19) SIDNEY SONNINO. L'emigrazione e le classi dirigenti in Italia, in Rassegna Setti­manale, a, II, 23 marzo 1879. voi. 3, m 2jì3>