Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE PIEMONTESE AMERICA MERIDIONALE 1849-1861
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1984
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Marco Maria Blasetti
interessanti a sostegno del progetto. Egli sostiene che non si emigra per mancanza di lavoro ma per ... l'ambizione di far fortuna, per l'ambizione di procacciarsi un benessere... ; *n pertanto è dovere di ogni buon governo (oltre che sua convenienza) non abbandonare i suoi figli lontani. Tutto l'affetto dimostrato dagli emigrati per il proprio paese va ricompensato: ... la patria per parte sua dimostri di non averli dimenticati e loro procuri mezzi di conservare le relazioni e facile il ritorno.28) Decisamente contrario alla proposta e soprattutto avversario dell'emigrazione si mostra il senatore Di Benevello, la cui posizione è piuttosto minoritaria. Egli è secco e deciso: non approva chi difende il disegno governativo ponendo:
... ne' loro vantaggi quello dell'emigrazióne; mi duole il dirlo, ma io respingo un calcolo che ha per base l'infelicità di una nazione; gli uomini non emigrano mai quando sono felici a casa loro; e tristi quei Governi che costringono ad emigrare i loro popoli e cercar felicità nell'esilio! 29)
Una simile affermazione, al di là di ogni possibile giudizio, manifesta con chiarezza l'esistenza di un genere di emigrazione alla quale non si può guardare più con compiacimento; non ci si riferisce più alle intraprese commerciali e marittime dei mercanti e degli arditi naviganti di Liguria, avvezzi da sempre a battere le vie dell'Oceano Atlantico. Il flagello della crittogama, la difficoltà di trovare un lavoro, il peso delle tasse, le misere condizioni generali di vita, specialmente dei braccianti agricoli,30) provocano un sempre maggiore flusso di emigrazione contadina. È un flusso che comporta un mutamento di segno nel carattere e nella composizione delle correnti che, fin dalla metà del XIX secolo, si dirigono dal Regno di Sardegna verso la già mitizzata America. Forse si può ipotizzare un processo di evoluzione (o involuzione) nel fenomeno dell'emigrazione, nel periodo immediatamente precedente l'Unità, che anticipa e prepara in un certo senso quell'esplosione denunciata in tutta la sua gravità nel Parlamento italiano a più riprese, a partire dal 1868.)
Per la classe dirigente piemontese il problema dell'emigrazione non si presenta quindi come nuovo o sconosciuto. Stanno a dimostrarlo le parole che risuonano in quel Parlamento, ma anche i cenni che appaiono sovente nelle accese discussioni che impegneranno, ad Unità avvenuta, le migliori forze intellettuali della giovane nazione italiana. Più volte troviamo accenni, significativo metro di paragone, al particolare carattere della emigrazione ligure, attiva già molto tempo prima della realizzazione del processo unitario nazionale.
Durante la seduta del Parlamento italiano che ospita, nel 1872, la
27) A.P.S.S., sessione del 1852, tornata del 1-7-1853, p. 708.
28) Ivi, p. 709.
29) Ivi, pp. 705-706.
30) Come sostenuto da Sineo.
31) Dal deputato Lualdi, nella ben nota interpellanza della tornata del 30-1-1868.
32) G. LUZZATTO, L'economia italiana dal 1861 al 1894, Torino, Einaudi, 1968-, pp. 179-180. L'autore evidenzia che la corrente dalla Liguria verso Rio della Piata si inaugura già prima del 1800. Cfr. C. BERTAGNOLU, L'emigrazione dei contadini per l'America, in Rassegna Nazionale, a. IX, ottobre 1887, voi. 38, pp. 94-95.
33) A.P.C.d., sessione del 1871-72. tornata del 20-5-1872, p. 2189 sgg.