Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE PIEMONTESE AMERICA MERIDIONALE 1849-1861
anno <1984>   pagina <272>
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Marco Maria Blasetti
costituita tutta da piccoli commercianti spinti all'estero da sete di maggior guadagno e dall'innato spirito colonizzatore. Cosi l'opinione pubblica si rappresentò l'emigrazione dalla Liguria come uno sport, come una manifestazione dell'esuberanza economica del paese. Il benessere della Liguria per interi gruppi di comuni liguri non è che una leggenda. 44)
La messa in discussione di uno stereotipo apparentemente legato a dati di fatto considerati inappellabili, ha senso in funzione dà un preciso obiettivo, quello di far apparire meno contrastante il rapporto tra le cause e le condi­zioni dell'emigrazione dal Regno di Sardegna e l'esodo che sottrae masse ingenti di contadini, braccianti e operai al Regno d'Italia.
Per stabilire gli esatti termini della questione, torniamo al Parlamento subalpino.
Nel Piemonte di Cavour si tentò, nel 1856, di realizzare quello che Ercole Sori definisce uno dei primi progetti di politica emigratoria . 45)
L'ambizioso progetto si proponeva, mediante la cessione di 60.000 ettari di terreni demaniali ad una società privata che aveva effettuato una conven­zione con lo Stato, di avviare la colonizzazione della Sardegna.46) Con questa impresa si contava di attirare almeno una parte dell'emigrazione piemontese extraeuropea verso l'isola.47) In Parlamento qualcuno non nasconde addirit­tura la speranza di accogliere coloni stranieri.
Con l'iniziativa si pensava di risolvere anche i problemi economici e sociali della Sardegna, le cui principali risorse, agricoltura e pastorizia, mal­grado tentativi precedenti da parte del governo tendenti all'abolizione dei residui vincoli feudali, non uscivano da una situazione di stallo.48)
La relazione alla Camera di Domenico Spinola su questo progetto offre anche indicazioni circa le mete e le condizioni dell'emigrazione in questo
44) MARIA GINA MARENCO, Le condizioni cit. Citazione dalle pp. 175-176.
45) E. SORI, L'emigrazione cit., pp. 16-17. Sori riprende la definizione da F.S. NITTI, L'emigrazione cit., p. 317. Con Nitti, inoltre egli fa risalire il progetto al 1855 e non al 1856.
46) li progetto di legge viene presentato dal ministro delle finanze Cavour alla Camera il 13-2-1856; la Convenzione con ...li signori fratelli Bolmida e Comp., Barbaroux e Comp., case bancarie di Torino, conte Pietro Beltrami e Carlo Bombrini, tanto a nome proprio che della casa bancaria De la Rue e Comp. di Genova... , risale al 10-2-1856. Dei 60.000 ettari, 40.000 sarebbero stati ceduti dopo un anno e i rimanenti 20.000 dopo 10 anni, a determinate condizioni IA.P.S.C, sessione del 1855-56, V legislatura, Documenti).
47) C'era chi non credeva affatto in questa eventualità, come risulta da A.P.S.C., sessione del 1855-56, tornata del 17-4-1856, p. 1418; Buffa infatti afferma: Gli stessi abitanti delle riviere liguri, i quali, direi quasi, dalle loro finestre vedono le montagne della Sardegna, amano meglio andar nell'America, che tentar la fortuna nella vicina Sardegna . Al contrario, in A.PJ5.C., cit., tornata del 19-4-1856, p. 1859, Asproni dice che se i Liguri saranno attirati dalle terre pronte per la colonizzazione, ... lascieranno da una parte l'America .
48) in particolare, la legge del 15-4-1851 per l'abolizione di ogni prestazione di origine feudale e la soppressione del pascolo comune; la legge del 27-11-1852, con cui furono stabiliti i termini della vendita dei terreni demaniali ai privati. Notizie più esaurienti sul­l'insieme dei provvedimenti del Governo piemontese riguardo la Sardegna sono in A.P.S.S., sessione del 1855-56, V legislatura, Documenti, pp. 734-737, all'interno della relazione fatta al Senato sul progetto di colonizzazione in Sardegna dall'Ufficio centrale (Mosca, Cagnone, Musio, Della Marmora, Mameli relatore) nella tornata del 1-5-1856.