Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (VITTORIO EMANUELE II-PIO IX); FERRETTI GABRIELE LETTE
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1984
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Filippo Tamburini
lica, presidente del Consiglio dal 1849 alla fine del '52, firmò le Leggi Siccardi ed appoggiò il Cavour, suo successore ed avversario, sia sul progetto di legge pel matrimonio civile che per quello dell'incameramento dei beni ecclesiastici. Meraviglia poi ma fino ad un certo punto l'affermazione che quei falsi consiglieri avessero convinto il Re che, approvando quelle Leggi che deplorava, egli esercitava un suo proprio diritto . È noto infatti quanto fosse mutevole il carattere del Re e facile ad essere influenzato da chi lo circondava, e si sa pure come a volte considerasse se stesso e Casa Savoia uno strumento della Divina Provvidenza . 14> In questa prospettiva è giusto il vanto di essersi opposto all'approvazione del progetto di legge sul matrimonio civile, che, passato alla Camera, fu respinto al Senato per un solo voto. ,5>
In quanto alla riparazione dello scandalo, che doveva essere efficace e manifesta , è interessante oiò che viene proposto dal Re: la piena ripresa delle pratiche religiose, la frequenza pubblica dei sacramenti da ricevere nella chiesa parrocchiale del distretto di Alba, ove aveva posto la sua abitazione, ed anche qualche visita e limosina alle chiese e ai corpi religiosi . Mons. Rinaldi segnala, con evidente soddisfazione, due fatti concreti per dimostrare lo spirito di riparazione che anima il Re: la pingue congrua offerta al parroco di sua residenza (forse la parrocchia di S. Damiano, oggi Ospedale, nel cui ambito era un palazzo dei Savoia) e che, a senso della sgraziata legge [Rattazzi] del 29 maggio 1855 non sarebbe più dovuta , ed ài sussidio annuo di lire 2.600 alle Suore Domenicane del monastero della beata Margherita di Savoia di Alba, che appunto detta legge [Legge dei conventi] riduceva a gravi strettezze .
Concludendo la lettera, il Vicario di Alba auspica che le disposizioni addotte siano sufficienti a far tornare il Re nella grazia di Dio, anche perché non sarebbe stato possibile ottenere più esplicite prove , almeno finché sarà per durare questa corrente di cose che atterra e minaccia tutto quanto... il cui impeto, come mi insinuava l'Oratore, è più agevol cosa infrenare dirigendolo con prudenza... che arrestare urtandolo di fronte . Su l'andamento delle cose italiane in quel momento, il giudizio di Vittorio Emanuele, fatto proprio dal Rinaldi, è certamente assai preciso e credibile.
La lettera del 18 marzo dovette impressionare favorevolmente Pio IX e provocò una riunione di cardinali, come risulta da una nota a matita assai sbiadita posta alla fine della missiva del card. Ferretti. T cardinali convocati per la Segreta sono: Marini (?>. Barnabò, Antonelli e Ferretti.
La risposta successiva del 28 marzo da parte del card. Ferretti (n. 4) manifesta che Pio IX, avendo preso atto dei genuini sentimenti religiosi del Re e del suo spirito di conversione, ha stabilito alcuni precisi atti concreti da compiere: 31 Re dovrà scrivere di proprio pugno personalmente al Papa, esprimendo quegli stessi sentimenti manifestati nelle lettere precedenti del 20 febbraio e del 18 marzo per mezzo di mons. Rinaldi. TI Santo Padre risponderà a sua volta personalmente al foglio autografo del Re, e preciserà
*) DALLA TORRE, Pio IX e Vittorio Emanuele lì clt., p. 16. 'Sì PIRRI, I, pp. 79-83. documenti 24-26.