Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (VITTORIO EMANUELE II-PIO IX); FERRETTI GABRIELE LETTE
anno <1984>   pagina <286>
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Filippo Tamburini
tato dal Rinaldi (quindi sulla base della lettera mancante del 7 maggio), manifesta il suo pensiero suile note questioni. Circa la assoluzione dalle censure, che non aveva potuto ottenere sino allora da chi di dovere , egli, trovandosi al presente in pericolo di morte ad ogni istante , la chiede direttamente al Papa, mentre riguardo all'affare Vercellana, il Re dà la sua parola che sarà regolato a guerra finita , col matrimonio, anche perché tutti i ministri sono d'accordo su tal punto, salvo uno che non è forse il più. amico di Lei Beatissimo Padre , cioè Cavour. Infine Vittorio Emanuele pro­mette che, se l'andamento della guerra sarà a lui favorevole, egli potrà fare molte cose che per ora non si possono fare, e nell'avvenire la Santità Vostra sarà più tranquilla e contenta : affermazione quest'ultima certamente sincera in quel particolare momento, che tuttavia l'andamento degli avveni­menti futuri e la proverbiale mutevolezza di carattere del Re smentiranno abbondantemente. Lo scritto del Re termina poi con la raccomandazione di non mostrare la sua lettera a nessuno .
La lettera del 25 maggio, scritta dal Re mentre si trovava nel Quartiere Generale dell'Armata a Casale Monferrato (n. 9), giunse al can. Rinaldi due giorni dopo, e questi si affrettò ad inviarla a Pio IX, per il tramite del can. Formica, Rettore del Seminario di Alba, unendo due sue lettere personali con la data del 28 maggio: una per il Pontefice (n. IO)22) ed un'altra per il card. Ferretti, che qui pubblichiamo (n. 11).
Nella lettera indirizzata al Pontefice, il Rinaldi, mentre si scusa di non poter consegnare personalmente il piego che il Re gli aveva fatto pervenire ùsà suo Quartier Generale, presenta il can. Formica, come persona ornili exceptione maior , al quale in via riservata e sicura era stata affidata quella lettera, ed infine supplica il Papa che non venga abolita la diocesi di Alba, secondo le notizie che circolavano.23)
Nel verso di questa lettera Pio IX ha scritto di suo pugno: Ha risposto il cardinal Penitenziere, e s'intende appunto l'ultima lettera del carteggio conservato nell'archivio della S. Penitenzieria datata 9 giugno 1859, di cui si dirà appresso.
Nella lettera diretta al card. Penitenziere, il vicario di Alba Io informa che il Re, dopo aver conosciuto il Dispaccio del 7 maggio inviato dai cardi­nale al Rinaldi e che il Rinaldi aveva poi trasmesso al Re che si trovava al Campo, aveva infine scritto la lettera autografa per il Pontefice. Perciò il Vicario di Alba raccomanda caldamente al card. Ferretti il can. Formica, latore della carta Reale , aftinché sia aiutato e facilitato in quella delicata missione presso il Pontefice.
Dalla risposta del Ferretti del 9 giugno (n. 12) si ricava che il can. For­mica, partito da Alba il 28 maggio con la lettera del Re e le altre due del Rinaldi, si era presentato al cardinale sul mezzogiorno del 6 giugno succes­sivo. Il cardinale si era subito fatto consegnare il plico del Re, sulla cui busta
20 PIRRI, II, 1, p. 82, n. 20 e II, 2, p. 83, ma va corrotta la data che è 25 e non 29 maggio; vedi anche Civiltà Cattolica, serie XIV, voi. III, anno 1889, p. 257 (P. BALLERINI) che ha la data giusta.
22) PIRRI, II, 1, p. 84 n. 20a, ma la trascrizione del testo è incompleta.
23) Cfr. Appendice I, nota 30.