Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (VITTORIO EMANUELE II-PIO IX); FERRETTI GABRIELE LETTE
anno
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1984
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pagina
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287
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Vittorio Emanuele II e Pio IX 287
si precisa il Rinaldi aveva scritto diretto alla Santità di Nostro Signore e mezz'ora dopo il Piego era nelle mani di Sua Santità . Non c'è dubbio che deve essere servito a questo scopo preciso, di far giungere cioè nel breve tempo di mezz'ora la lettera del Re nelle mani di Pio IX, il foglio piegato a modo di busta, di cui si è detto all'inizio, sul quale il card. Ferretti ha scritto: Riservata e pressante con l'indirizzo del Segretario personale del Papa, mons. Giuseppe Stella, e l'aggiunta esplicita: Accludere una lettera di Sua Maestà Sarda a Sua Santità soccartata da mons. Vicario Generale d'Alba.
Il cardinale informa poi il Rinaldi di aver avvertito per mandato del Papa il can. Formica di trovarsi pronto all'Udienza pontificia alle ore 12 di quello stesso giorno 9 giugno, durante il quale gli sarebbe stato consegnato il venerato autografo riservato al Noto Personaggio . La minuta di questa lettera, che si trova nell'ASV, (n. 13) è stata pubblicata dal Pini, ed essendo priva di data, si può ora stabilire che essa è stata scritta e comunque consegnata da Pio IX il 9 giugno 1859.24> Infine il cardinale risponde, a nome del Papa, alla preoccupazione espressa dal Rinaldi nella lettera del 28 maggio precedente, assicurandolo che il Pontefice è del tutto contrario al progetto di cotesto Reale Governo di abolire la diocesi di Alba unendola ad altra del Piemonte, ed anzi il Rinaldi è esortato ad approfittare del facile contatto e dell'amicizia di cui gode, per convincere il Re a non effettuare quel dannoso progetto.
Nella risposta del 9 giugno, Pio IX, mentre conferma che la missiva del Sovrano recata dal can. Formica gli era giunta non prima del giorno 6 corrente [giugno] , si occupa in primo luogo del problema pastorale di mettere in pace con Dio la coscienza del Re, delegando ad un confessore dotto, pio e prudente tutte le opportune facoltà per proscioglierlo da qualunque censura incorsa , viste le sue buone disposizioni sia per quanto riguardava lo scandalo domestico che la riparazione dei danni arrecati sino adesso alla Chiesa. Il Papa entra poi nel merito di fatti concreti e nei dettagli della riparazione del malfatto, come ad esempio l'istruzione religiosa della gioventù, il freno alla stampa immorale ed anticlericale, la necessità di provvedere alle sedi vescovili vacanti, abbandonando il cattivissimo progetto di diminuire le diocesi , con evidente riferimento alla diocesi di Alba.
Con questa lettera di Pio IX, consegnata al can. Formica nell'udienza del 9 giugno 1859 e che doveva giungere a Vittorio Emanuele II per il tramite del can. Rinaldi, termina il carteggio segreto tra i due personaggi, iniziato il 20 febbraio di quello stesso anno. La segretezza dell'epistolario, come s'è visto, non riguarda i fatti, che erano noti a tutti, ma era riservata la trattativa allo scopo di rimediare a talune conseguenze provocate dai fatti medesimi.
Se termina qui la breve corrispondenza, non finisce certamente la vicenda che coinvolse il Papa e il Re e che avrà ancora lunghi sviluppi, mentre è noto che lo scambio epistolare durerà sino al 1872, e vi saranno altre ricadute de] Re nelle censure ed altre riconciliazioni, come quella del novem-
W> PlRRi, II, 1, pp. 84-87, n. 21.