Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (VITTORIO EMANUELE II-PIO IX); FERRETTI GABRIELE LETTE
anno <1984>   pagina <293>
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Vittorio Emanuele II e Pio IX 293
io // curare che la conversione di qualsiasi anima, ma specialmente di quella di un Sovrano debitore a Dio ed alla Società di edificazione, sia conversione sincera, intiera e perseverante. Si adoperi Ella pertanto a compiere la bell'opera che ha incominciato, ed ecciti la Maestà del Re a non tardare un'istante a seguire la chiamata di Dio, protestando subito con foglio temperato nell'umiltà di penitente l'abbandono dell'occasione peccaminosa, la confessione del male fatto e la promessa di rimediare come si potrà e nel presente e nel futuro ai danni della Chiesa e de' // buoni sudditi, unita all'altra indispensabile di astenersi in avvenire da qualsiasi atto contrario ai doveri di Figlio della S. Chiesa Cattolica ed ai diritti della S. Sede.
I giorni santissimi che si avvicinano I6) mi fanno sperare vedere compiuti senza ritardo questi miei voti, che mentre sono le conseguenze del mio dovere, sono altresì la prova del più vero e sentito rispetto che io nutro per l'Augusto Monarca Sabaudo.
Abbia Ella la ripetizione del mio ossequio e la dichiarazione della costante osservanza con cui mi segno.
Di V. S. IlLma e Revma
V
Alba (Piemonte), 13 aprile 1859 Eminenza Rev.ma
Per tranquillizzarmi sul timore che Vostra Eminenza Revma non vedendosi giungere gli ulteriori miei riscontri possa credere che 1-ossequiatissimo suo Dispaccio dei 28 p(rossimo) p(assato) marzo non mi sia stato ricapitato, od io abbia frapposto indugio ad eseguire i venerati comandi che Ella degnavasi abbassarmi, credo cosa doverosa d'assicurare l'Eminenza Vostra Rev.ma che non si tosto ebbi la ventura di ricevere i novelli ambitissimi suoi cenni, cercai subito di conferirne col personaggio che ne è il soggetto. Ma finora non ho potuto ottenere quell'abboccamento perché da varii giorni esso si tiene lontano dal luogo solito dei nostri convegni;17) i quali deggiono farsi come di soppiatto e con mille cautele, giacché basterebbe che fossero conosciute le presenti trattative / perché non se ne avesse a sperare più alcun frutto. Tanto è l'impero che le cose e gli uomini che prevalgono, esercitano su quell'anima angustiata che ha molte disposizioni al bene. Questo rende ragione del linguaggio riservato e fino ad un certo punto misterioso che sono costretto ad usare coll'Eminenza Vostra Rev.ma. Che se fu mai sempre il massimo voto della vita mia d'aver una volta la grande fortuna di prostrarmi ai SS.roi Piedi del Sommo Pontefice Pio IX, esso divenne tanto più ardente in queste contingenze, in cui da una parte sarebbe necessario che la Santità dell'Augusto ed adorato Signore nostro conoscesse minutamente ogni circostanza d'una cosa cosi delicata e grave, quale si è quella di cui si tratta, dall'altra la prudenza suggerisce di non commettere tutto alla sorte delle poste, delle quali lo stesso noto personaggio mi avvertì di non fidarsi di troppo. Ma l'assentarmi dalla Diocesi, soprattutto in questi momenti di agitazione, non sarebbe forse stato né opportuno né savio, ed avrebbe anche potuto dare
16) S'intendono i giorni della Settimana Santa e della Pasqua, che nel 1859 cadeva il 24 di aprile.
J7) JI luogo segreto di incontro tra il Re e mons. Rinaldi doveva trovarsi piuttosto discosto da Alba, come si ricava dalla lettera di quest'ultimo del 23 aprile: sebbene ci dividesse lungo tratto di cammino reso assai piò disastroso da fitta pioggia (n. 7 del carteggio).