Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (VITTORIO EMANUELE II-PIO IX); FERRETTI GABRIELE LETTE
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1984
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297
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Vittorio Emanuele II e Pio IX 297
dovere di farlo e non mi pento di tal risoluzione, d'altronde prevengo la Santità Vostra che tutti i miei ministri sono d'accordo con me su tal punto, salvo uno che non è forse il più amico di Lei Beatissimo Padre. Questa guerra, secondo ciò che Dio vorrà, anderà, se sono ancor vìvo alla fine, a finire bene o male per me. Se è male non sarò più niente, se è bene avrò i mezzi molti nelle mani onde fare molte cose che per ora non si possono ancora fare. E spero che nell'avvenire la Santità Vostra sarà più tranquilla e contenta. Prego la Santità Vostra di non mostrare questa lettera a nessuno e di accordarmi la Sua Santa e Paterna benedizione.
E baciandole il piede nel massimo rispetto, sono della Santità Vostra Beatissimo Padre
Umilissimo ed Obbedientissimo figlio
Vittorio Emanuele
Archivio Segreto Vaticano, Archivio Pio IX, Lettere ai Sovrani, Sardegna, 52 ed. PtRRT, IT, 2, p. 82, n. 20
X
Alba (in Piemonte), 28 maggio 1859 Beatissimo Padre,
Non potendo io per le attuali gravissime circostanze avere l'ambitissima fortuna di venire di persona a deporre ai SS.mi Piedi di Vostra Beatitudine il piego che S. M. il Re mio augusto Sovrano mi mandava ieri dal suo Quartiere generale coli'onorevolissimo incarico di farlo giungere nelle sacri mani della Santità Vostra in via riservata e sicura, mi recai a ben grata e doverosa premura di affidare al canonico Formica, Rettore di questo Seminario ed ecclesiastico di ogni eccezione maggiore, la delicata incombenza di portarsi esso stesso a rassegnarlo alla Santità Vostra in un con questo ossequiosissimo mio foglio.)
Mentre starò attendendo con riverente ansietà gli ulteriori comandi e direzioni che la benignità di Vostra Beatitudine vorrà degnarsi, come prostrato ai suoi SS .mi piedi umilissimamente ne La supplico di abbassarmi, specialmente pel caso che venissi richiesto di prestare in proposito il mio ministero, io oso implorare dalla clemenza sovrana della Santità Vostra il sospirato favore di permettere che il predetto canonico Formica abbia l'onore di baciare almeno una volta per conto mio i SS.mi suoi piedi in segno di quella illimitata venerazione e di quel cordiale tenerissimo attaccamento che professo irremovibilmente alla sacra di Lei persona ed alla S. Sede Apostolica, nella cui grazia è il più ardente voto del mio cuore di poter vivere e morire e per la cui esaltazione e prosperità non cesso di porgere e far porgere calde preghiere al Signore.
E quando le gravissime sollecitudini che tengono occupato la Santità Vostra in prò di tutta la Chiesa, Le dessero agio dì porgere per qualche momento benigno ascolto al mio inviato, esso avrebbe da me commissione di valersi dì questo avventurato incontro per aver l'onore di rappresentare alla Santità Vostra i grandi danni a cui sottosterebbe senza fallo questa Diocesi, ove venisse aggregata ad altra Diocesi oppure data in amministrazione
29} La lettera scritta dal Re il 25 maggio per essere consegnata a Pio IX (n. 9), giunse al Rinaldi il 27 e, affidala 1 can. Formica il giorno dopo, arriva a Roma ed è consegnala al card. Ferretti II 6 giugno a mezzogiorno e mezz'ora dopo è nelle mani del papà.