Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (VITTORIO EMANUELE II-PIO IX); FERRETTI GABRIELE LETTE
anno
<
1984
>
pagina
<
303
>
Vittorio Emanuele Ile Pio IX 303
medesime comprendano gli Intendenti, avvocati fiscali, Giudici, Agenti Demaniali, Sindaci, Consiglieri Municipali, testimoni, muratori, fobbriferraj etc. che prendono parte all'esecuzione della legge, quelli che venissero richiesti per formare le testimoniali di stato dei beni, gli esattori, tesorieri che esigessero, pagassero somme per conto della Cassa ecclesiastica, lì Giudici che dovessero sentenziare su qualche articolo della legge etc., o per lo meno si desidera da codesta S, Penitenzieria una norma più specifica per riconoscere con maggior sicurezza le persone ammesse a godere del benefizio del 11 dell'Istruzione.
6 Non avendo li Vescovi di questi R[egi] Stati ricevuta la Circolare datata del 15 Novembre 1851, cui si riferisce il 12 dell'Istruzione, si domanda se per caso sia occorso uno sbaglio di data e sia invece quella del 15 Novembre 1850: in difetto si prega codesta S. Penitenzieria a spedirne copia.
7 Finalmente essendo pur troppo molti quelli che, per dare esecuzione alla legge, incorsero le censura ecclesiastiche, si domanda la facoltà di poterli assolvere (colle condizioni ben inteso richieste dai S. Canoni e di quelle che saranno benevise a codesta S. Penitenzieria), non eccettuati quelli che violarono la clausura monastica, votarono o consigliarono la legge od altrimenti cooperarono alla formazione della medesima.
Umil.mo Devono servo
Fr. Gio. Tommaso Vescovo di Mondovì
II
Mondovì, 22 agosto 1855 Eminenza Revjna,
Deus mi sera tur nostri!
Attesa la bontà eccessiva che io esperimentava nelPE. V. Rev.ma nell'ultima volta che feci la mia visita ad limina , più e più fiate Le avrei scritto per aprire Seco Lei il mio cuore ed implorare li Suoi consiglii nei terribili frangenti in cui ci siamo più volte trovati; ma l'avermi accordato il S. Padre un apposito Personaggio a tale effetto, cioè per avere accesso a Lui nei nostri pressanti bisogni e l'intima amicizia che godo col mio vicino Vescovo di Cuneo, che mi assicurò, fin da' primi anni de' nostri dolori, avere carteggio con V. E., furono le cagioni per le quali io le ho fin'ora risparmiata là pena di leggere le povere lettere mie.
Ora però non posso trattenermi dall'accompagnarle l'unita lettera in ordine all'oppor-tunissima Istruzione che ricevemmo da codesta S. Penitenzieria, lettera che Le invio anche ad istanza del prefato Vescovo di Cuneo, abbenché come mi dice, egli stesso Le abbia già scritto cose consimili. Nel compiere a quest'officio credo dover mio significarLe, che sebbene in insipicntia mea io abbia creduto conveniente farle i quesiti e le domande che risultano dalla mia lettera stessa, tuttavia io desidero che vada l'È, V. persuasa una volta per tutte, ch'io sarò sempre per venerare qualunque decisione venga emessa da Esso Lei e dal Sacro Officio suo.
Mille cose ora vorrei ancor dlrLe delle apprensioni in cui siamo di dover sofferire nuove persecuzioni e depredazioni delle nostre Chiese, ma l'È. V. da codesto vasto orizzonte vede le cose ben più in grande di quello (che) possiamo noi ravvisarle.
Io però mi limito a raccomandare me stesso ... a sue santissime orazioni ... e col più