Rassegna storica del Risorgimento
BRIGANTAGGIO; KLITSCHE DE LA GRANGE TEODORO
anno
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1984
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pagina
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Giuseppe F. de Tiberiìs
parlare di azioni di polizia contro le popolazioni civili che avevano parteggiato per il nuovo ordine: come alla presa di Civitella Roveto, dove la colonna dei volontari impiegò anche una mezza batteria di cannoni per riportare vittoria su un gruppo di borghesi unitari che avevano imposto al paese il reggimento liberale. Rotto ed inseguito il nemico, il La Grange torna sul campo per riconoscere i morti: un prete, un giudice, un sedicente capitano... Credo che per un uomo che aveva combattuto da Alfiere a Waterloo, sia umiliante ritrovarsi a trionfare da colonnello, su preti ed avvocati.
Altre circostanze, ancora, lo fan sentire più capo di masse insorte che soldato: dovunque egli arrivi, l'accoglienza è la stessa; ci par di vedere l'aspetto desolato dei paesini d'Abruzzo, all'ingresso delle truppe del La Grange: le case dei notabili asserragliate, le porte chiuse, i padroni fuggiti. Solo il popolo, cui nulla i soldati possono togliere, si fa incontro, attratto dall'antica bandiera alla quale è fedele. Tutta la corrispondenza dalla zona d'operazione svela questa ben triste realtà: il Klitsche avverte il suo isolamento con una certa meraviglia, in particolare alla presa di Magliano dei Marsi. Tutta la popolazione è fuggita; pochi soli abitanti dell'infima classe vi erano rimasti , tutti gli altri, con alla testa le pubbliche autorità, avevano abbandonato il paese. Ciò avviene dovunque ed il La Grange non ne fa mistero nelle lettere al Re: Se in tutta la Marsica sottomessa è stata ripristinata l'autorità legittima, vi regna però tuttora il più grande disordine. Ovunque mancano i giudici e quasi non v'è paese che abbia sindaco e decurionato. Né trovo persone idonee a supplire alle deficienze . 13> Il problema era certamente assai arduo; il paese era in preda all'anarchia ed i tentativi del Klitsche di creare una parvenza di autorità civile lo costrinsero a ritardare il suo attacco ad Aquila, determinando, in ultima analisi, il fallimento di tutta la sua impresa attraverso gli Abruzzi.,4> La ricerca affannosa di uomini disposti ad una qualsiasi forma di collaborazione dovette essere certamente infruttuosa; il fenomeno dell'isolamento della dinastia borbonica, che aveva determinato la sua caduta a Napoli in modo tanto repentino, si ripeteva ora, nella stessa maniera, anche se in proporzioni diverse, in provincia: la borghesia non è disposta a dare il minimo aiuto e lascia cadere nel vuoto le profferte della autorità militare, impersonata dal La Grange, di organizzare un governo civile legato a quello di Gaeta. Questo atteggiamento di resistenza passiva da parte del ceto dei possidenti, nei confronti delle avances borboniche, ebbe certamente un ruolo determinante nell'impedire la costituzione di centri di potere legittimista stabili, tali da dare il pretesto alle potenze per un intervento armato. Il fenomeno, infatti, non si verificò soltanto nei confronti della spedizione del Klitsche de La Grange, ma ebbe una portata generale, accompagnando ogni sollevazione contadina a favore della dinastia deposta; all'approssimarsi delle masse a qualsiasi centro, i maggiorenti lo abbandonavano o comunque si nascondevano, in modo da evitare sia i rischi derivanti dalla immediata occupazione, sia di essere costretti ad assumere cariche negli effìmeri governi restaurati. Ogni occupazione di un centro urbano si riduce, in tal modo, ad una scorribanda armata, ad una vera razzia per poi fuggire
13) A.S.N., Archivio Borbone, Fascio 1262, folio 244. IO Ibidem.