Rassegna storica del Risorgimento

PERSANO CARLO PELLION DI
anno <1984>   pagina <321>
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L'ammiraglio Persano 321
La lettera senza data (doc. IX) è il documento più importante, come ho già ricordato, per l'accenno al discorso della Corona del 18 febbraio 1861.2)
Nella lettera seguente (doc. X) si menziona il quadro della presa di Ancona, eseguito anche per rendere omaggio alle gesta dell'ammiraglio e sono contenute gustose annotazioni sugli incomodi della villeggiatura.
Le galanti letterine a Fanella Persano, scritte quando era stato da poco governatore di Milano, descrivono assai bene il mondo raffinato in cui i Persano vivevano (doc. VII) e traboccano vivacità ed affetto, anche per i figli Irene, Anna e Gigetto e gli altri familiari. Il Persano è ironicamente citato come mandarino cinese.
Tutta questa corrispondenza si deve intendere un'appendice di ciò che il Nostro ha pubblicato nel Diario.
Il Ferretti nominato nella lettera del '61 (doc. X) era il generale Cristo­foro Ferretti, uno dei più fidi amici di Massimo, ambasciatore sardo a Monaco nel 1855 ed amico anche del Persano. Il Bellogi era invece ufficiale d'ordi­nanza di quest'ultimo.
Per finire, la lettera del principe ereditario Umberto mostra un rapporto d'amicizia e non solo di cordialità tra i due. Il futuro Re Umberto, ringra­ziando per l'omaggio ricevuto, sente il bisogno di confidarsi con l'ammiraglio sulla non gradita permanenza nella piazza di Napoli ed esprime viva nostalgia per la bella Milano , a cui era legato da affetti personali.
Due anni dopo, impegnato invece nella guerra del '66, sarebbe stato uno dei pochi alti ufficiali, con il Covone, il Pianell, Bixio e Garibaldi, a distinguersi sul campo. La grafia è, come noto, assai difficile.
Nel complesso d documenti, provenienti dall'archivio Persano, che la sorte ha disperso, rivelano, come si vede, frammenti non secondari di vita risorgimentale e gettano viva luce sul personaggio e luce favorevole. Occa­sione di più per un ripensamento critico, un più equo giudizio storico su Carlo Pellion di Persano, a cent'anni dalla morte.3)
GIANFRANCO E. DE PAOLI
2) La frase, nel discorso della Corona del 18 febbraio 1861, non citava Persano, ma la presa di Ancona: L'armata navale ha dimostrato nelle acque di Ancona e di Gaeta che rivivono in Italia i marinari di Pisa, di Genova e di Venezia .
3) CARLO DI PERSANO, op. cit., p. 461. Così si esprime il P. a proposito della sua condanna: lo non mi lagno, né ho mai sporto reclami sull'Alta Corte di Giustizia, per quanto me la senta immeritata. Ho piena fede che l'istoria, vindice del giusto riparerà al torto fatto al mio nome, e ciò basta per chi sente nell'animo, come ho la coscienza di sentir io: ma a quel persistente rifiuto della pensione che mi è dovuta, non so proprio adattarmi: non tanto pel danno materiale che me ne ridonda, quanto per l'ostinato diniego di giustizia; diniego si irragionevole che eccitò un grido di disapprovazione e per parte dei favorevoli e per parte degli avversari . Persino l'Italia del popolo il 18 ottobre 1873 riconobbe, dopo la pubblicazione del libro L'ammiraglio Carlo di Persano nella campagna navale del 1866. Confutazioni, schiarimenti e documenti, 1873, di doversi ricredere su di lui. Invece l'Italia ufficiale tacque e la nebbia dei luoghi comuni scese su un uomo che in fondo non aveva avuto una parte secondaria nelle grandi vicende dell'Unità e che aveva dato indubbia prova di patriottismo e di devozione alla monarchia. Cfr.: VALDO VADI, La campagna navale del 1866 ed il processo contro l'ammiraglio Persano davanti all'Alta Corte di Giustizia, in Annali pavesi del Risorgimento, n. 1, 1962. L'autore ritiene che il processo, non tenendo conto delle gravi responsabilità del ministro della marina Agostino Depretis, avrebbe potuto concludersi con una assoluzione dell'imputato.