Rassegna storica del Risorgimento

PERSANO CARLO PELLION DI
anno <1984>   pagina <324>
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Gianfranco E. De Paoli
aggiungendo che in questa faccenda ho avuto qualche parte. Se parlassi ad un altro sarei un uomo che si vanta: parlando con te é un altro discorso, e non fo altro che riconoscere il bene che mi vuoi, in vista del quale amerai che ci abbia messa una zampa io, piuttosto che qualunque altro. Passerò al ministero Marina il brevet e quando m'arrivi anche la stella che nessuno certo porterà più degnamente di te.
La mia salute è discreta malgrado il mestiere cane che ho per le mani. Mi va uscendo qualche scheggia d'osso, e per dir meglio me la vanno cavando, ed è cosa buona. Intanto seguito la vita immobile, molto divertente. Salutami la Fanella, con un abbraccio da parte mia, e a Gigetto idem e voglimi bene.
tuo Azeglio
VI
AZEGLIO A PERSANO
Firenze, 30 agosto 1854 Caro Persano
Ti ringrazio della cura che hai avuta di scrivere spesso, onde non stiamo in pensiero. Mi pare ora che il male declini a Genova e che presto si possa sperare unisca, deo gratias. Quanto al comando che ti offrono, sicuro che bisogna accettarlo. La maggior spesa per rappresentare dovrebbero rifartela, e mi pare che dovresti chiedere apertamente un aumento. La Botta che non chiese non ebbe loda. Sai che io non sono facile a chiedere, ma quando è giusto e conveniente trovo che si deve fare. Quanto poi all'armamento, non mi pare ci possa esser luogo a nessuna protesta per parte tua. Bensì puoi fare osservazioni, non ufficiali, ma ufficiose, tanto più se avessi occasione di vedere Lamarmora: che farle a Pelletta è inutile. Secondo me, quando si manda bastimenti dove si fa guerra, s'hanno da mandare in modo che al caso possano mostrare i denti. Ma il ministero vede l'insieme della posizione politica, e potrà giudicare della convenienza.
Ricasoli ti saluta, e si compiace d'avere in te un corrispondente cosi abile e zelante per le materie de' Paesi Bassi. Io t'abbraccio e ti raccomando d'averti cura.
Tuo di cuore Azeglio
VII
AZEGLIO A FANNY PERSANO
Cannerò, 6 juillet 1860 Ma chère Fanella
Mille millions de graces pour la charmante photographie de la charmante Irene. Elle sera la plus belle ornement de mon album, ainsi que l'orgueil de sa propriétaire. Je serai demain soir à Milan, après quelques jours de Cannerò, ou j'ai trouvé de la fraicheur et point de bureaucrates.
je vous felicite des agréemcns que vous offre le nouveau séjour; si vous rencontrez se promenant dans le pare l'intéressante personne qui porte le nom d'un mandarin chinois, presentez-lui mes compliments empressés.
Mille choses à Anne, Irene, et Henri, et quand vous m'écrivez veuillez diriger l'effort de votre piume aimable et légère, de sorte que je n'aie pas à perdre en panie le fruit de v. bravali. Hélas! Je le dit à ma confusion, je ne vous ai pu lire qu'en raison d'un 21 Adieu chère Fanella, aimez mot un peti.
Max