Rassegna storica del Risorgimento
ZAMA PIERO
anno
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1984
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pagina
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327
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AMICI SCOMPARSI
PIERO ZAMA
8 luglio 1886-30 maggio 1984
La scomparsa di Piero Zama è un lutto non soltanto per la cultura romagnola, della quale è stato uno degli esponenti più amati ed apprezzati per oltre sessanta anni, ma anche e soprattutto per il nostro Istituto e per gli studi sul Risorgimento.
Risale al 1921 la sua iscrizione al nostro sodalizio, di cui fu nominato nel 1923 Commissario per l'Emilia e la Romagna. Eravamo ai tempi della Società nazionale per la storia del Risorgimento. Successivamente, trasformata questa in Istituto, Zama vi conservò un posto di primo piano come presidente del Comitato di Ravenna e membro della Consulta, quindi del Consiglio di Presidenza. Nel corso di quegli stessi decenni si distingueva quale membro delle accademie dei Filopatridi e degli Incamminati, della Deputazione di storia patria per le province di Romagna (di cui è stato consigliere, vicepresidente e da ultimo socio emerito). La Società di Studi Romagnoli lo ebbe presidente nel triennio 1955-1958; parimenti la Società Torricelliana di scienze e lettere, che lo annoverò tra i suoi fondatori, lo ebbe presidente dal 1960 al 1982.
Sarebbe troppo lungo elencare gli attestati di benemerenza culturale e di stima, che gli furono attribuiti durante la sua feconda attività. A noi importa soprattutto ricordare che Egli, in ogni ambiente accademico e scientifico, portò il prezioso contributo delle sue ricerche sul Risorgimento, poiché, pur volgendosi i suoi interessi ad un vasto campo storico-letterario non senza tralasciare cimenti di carattere artistico, concesse la maggior parte del suo tempo e delle sue energie proprio agli studi sul perìodo storico, che a tutti noi tanto interessa. A questi studi è legato più generalmente il suo ricordo. II generale Sercognani e la rivoluzione del 1831 attrassero la sua attenzione e gli ispirarono libri e saggi a noi tutti ben noti; così anche altri personaggi romagnoli, come Pianori, don Giovanni Verità, L. C. Farmi in volumi e molteplici articoli furono da lui studiati e fatti rivivere con passione di studioso e arte di forbito scrittore. È impossibile, qui, richiamare anche brevemente tutta la sua produzione scientifica, che occupa gran parte dei 978 titoli della sua bibliografia. Non possiamo, tuttavia, non ricordare il suo incontro giovanile con Papini, il suo attaccamento di discepolo a mons. Francesco Lanzoni, il suo fervido apprezzamento di Alfredo Oriani, fatti che valsero a imprimergli connotazioni etiche e scientifiche mai più dismesse durante tutta la sua vita. Così lo vedemmo a Bologna nel 1981, quando accolse di buon grado il nostro invito a riprendere la discus-