Rassegna storica del Risorgimento
ZAMA PIERO
anno
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1984
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pagina
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330
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Libri e periodici
del Valiani, anche se di argomento risorgimentale, oltrepassano largamente i limiti nazionali in senso stretto, estendendo le indagini e le valutazioni in un quadro europeo, cogliendo interrelazioni n-a i movimenti politici di paesi differenti, stabilendo nessi ben precisi ed individuati tra ;economia, politica e società per i vari periodi presi in considerazione. Impostano, ad es.. problemi di ordine generale alcuni studi, nuovi per taglio e angolazione, concernenti la socialdemocrazia tedesca, il movimento socialista in Europa, il movimento socialista in Italia e in Germania dal 1870 al 1920.
Da tali riflessioni e indagini sul movimento operaio, dalle lotte compiute in passato scaturiscono delle conclusioni che travalicano il campo della storia e sembrano un auspicio per l'avvenire, quando ad es. il Valiani scrive: Nei paesi democratici la scissione nel movimento operaio dovrebbe poter essere superata nel giro d'una generazione. A mio parere, il superamento dovrebbe andare nel senso d'un socialismo liberale, d'un socialismo che sappia scartare le tentazioni di nazionalizzazioni od autogestioni classiste anacronistiche e puntare, più del riformismo tradizionale troppo timido, su una programmazione sovrana-zionale, resa compatibile con la libera economia di mercato e col rispetto e la difesa delle libertà politiche (pp. 11-12). La saldezza delle convinzioni democratiche, l'impegno politico e civile si intrecciano in Valiani con la validità delle riflessioni storiografiche, l'ampiezza degli interessi e delle indagini che rifuggono dalle previsioni e dalle utopie e si attengono ai fatti ed ai documenti. Se per novità d'impianto sono da rammentare i saggi sulla storia ungherese degli anni 1918-20, sulla figura di Mussolini e sul fascismo, sulla Resistenza ecc., che portano sempre un contributo di prim'ordine al progresso degli studi, noi vogliamo concludere la presente segnalazione con una considerazione di Valiani stesso: L'andamento complessivo della storia va osservato realisticamente quando è in procinto di verificarsi e va studiato a fondo quando si è già verificato; indovinarlo è impossibile, se non per intuizione più o meno casuale (p. 10).
RENATO GIUSTI
L'uomo e la storia. Studi storici in onore di Massimo Petrocchi; Roma, Edizione di Storia e Letteratura, 1983, in 8, voli. 2. pp. XIX-376 e pp. 460. S.p.
Nel 1981 la Società riburtina di storia e d'arte pubblicava l'annuale volume della rivista sociale Atti e Memorie, facendone una miscellanea di studi in onore del proprio presidente Massimo Petrocchi, alla vigilia del trentesimo di magistero universitario e nell'occasione veniva anche annunziato ufficialmente il tributo, in corso di allestimento, reso al Maestro e allo storico da colleghi, allievi, studiosi ed estimatori.
Recentemente il tributo si è concretizzato in due volumi, ricchi di contributi e densi dì implicazioni di notevole valore scientifico. Tra i saggi presentati alcuni interessano e riguardano la storia del Risorgimento. TI primo, in ordine cronologico, è dovuto a Vittorio Emanuele Giumella, che, attraverso l'esame di due manifesti, indirizzati al popolo romano, disegna l'amara situazione nel 1799 della città, percorsa da truppe persino russe. Centrato appare anche il saggio di Michelangelo Mendel!a, in cui molto opportunamente viene rilevato il ridimensionamento degli studi sulla stampa cattolica, ricondotti in una prospettiva dì obiettività, lontana sia dall'ostilità che dalla pesante agiografia. Nel lavoro dedicato a L'Eco della Religione, ignorato periodico napoletano della tarda Restaurazione (1838-41) , cerca e trova gli spunti per una considerazione culturale e sociale sulla religione, per una considerazione, cioè, più viva ed accettabile rispetto olle tentazioni politico-temporalistiche fuorviami ed impopolari.
All'epistolario tra una delle più importanti figure dc'ln cultura siciliana dell'Ottocento, Michele Amari, ed tì minore dei tre fratelli Ugdulena, Francesco, è dedicato il contributo