Rassegna storica del Risorgimento

ZAMA PIERO
anno <1984>   pagina <332>
immagine non disponibile

332
Libri e periodici
e soluzioni esaurienti e "definitive"; anche se risulta evidente la linea del profilo d'insieme che egli tende a tracciare della monarchia degli Absburgo, secondo una prospettiva socio­culturale e giuridico-politica assai ampia, per la considerazione assai vasta che viene fatta delle lotte per la nascita e l'affermazione della società e dello Stato moderni in Europa. Prospettiva questa, di fondo, che costituisce presupposto e fondamento, più o meno esplicitati, di tutta l'opera storiografica del Romano e che, nel caso specifico, collega in questa visuale la storia dei dominanti nella loro ascesa e nei loro tentativi di riforma, con le rivolte popolari e con le lotte per l'indipendenza delle nazionalità (pp. 6-7). È da dire che, per la storia dell'Austria, contributi importanti sono stati offerti di recente {ad es. in occasione del cente­nario teresiano), tra i quali basterà ricordare il volume (La dinamica statale austriaca nel XV-HI e XIX secolo. Strutture e tendenze di storia costituzionale prima e dopo Maria Teresa, Bologna, 1981), a cura di P. Schiera che, nell'introduzione, fornisce le linee fondamentali della storia costituzionale austriaca e sottolinea la validità della formula proposta da Otto Brunner per definire l'Austria settecentesca come una monarchia di Stati per ceti, soffermandosi sul complesso intreccio di problemi istituzionali, culturali e sociali esistente nell'Impero tra la fine del XVII secolo e il XIX. Se Maria Teresa non aveva mai avuto la pretesa di essere una seguace dell'Illuminismo, le sue realizzazioni restarono ben ferme e salde forse perché avevano assecondato esigenze ed aspirazioni del tempo; il che non si può dire per un sovrano illuminato come Giuseppe II, le cui iniziative incidevano profon­damente nel tessuto politico-sociale dello Stato e volevano rispondere alla crisi interna e internazionale, incombente in quegli anni. Nonostante gli sforzi intrapresi, grosse difficoltà nell'ammodernamento dello Stato permanevano, tanto che specie con Giuseppe II i problemi connessi con l'organizzazione scolastica, la politica ecclesiastica e la soppressione dell'ordine dei Gesuiti, la politica manifatturiera, la riforma catastale ecc. assunsero un rilievo sempre maggiore e, in parte, vennero lasciati in eredità agli imperatori successivi. Su tali temi si diffonde ampiamente il Romano sottolineando per i diversi periodi le carat­teristiche salienti, i problemi affrontati, i conflitti di competenza ecc., esaminando lo sviluppo della problematica costituzionale nel '48. studiando l'interdipendenza tra costituzione e società, indicando il fulcro del problema nel contrasto tra tradizione cetual-costituzionale e prospettiva di uno Stato unitario, tra centralismo e federalismo nel conflitto delle nazionalità. Una felice integrazione alla storia austriaca nel presente volume (che in parte risale al precedente Stato e nazione nella storia dell'Austria moderna. Studi e note di storiografia, Roma, Ed. del­l'Ateneo, 1958), a noi pare il capitolo dedicato alla figura e all'opera di Pietro Kandler che permette all'Autore di valutare l'opera del Kandler nel quadro della storiografia austriaca ed italiana, di delineare alcuni momenti della storia di Trieste e, in specie, presupposti e prospettive per la storia della borghesia a Trieste, di illustrare la visione storico-politica del Kandler nel quadro della cultura storica e politica europea ed i condizionamenti dovuti all'ambiente e all'ufficio. Non si deve dimenticare che lo studio della storia nei secoli XVII e XVIII era legato di solito alle controversie giurisdizionali sui. diritti storici di uno Stato, di una dinastia, di una città, o di un ordine o corporazione laica o ecclesiastica. Ed era compito di un funzionario del signore, del sovrano, dello Stato (a Napoli e in Sicilia esisteva la carica di storiografo regio , come a Venezia quella di storiografo pubblico ). Lo studio della storia era un affare di funzionari, più o meno dotati, e più o meno versati nella storia specialmente del diritto pubblico e delle istituzioni della società e delle giuri­sdizioni di potere (pp. 208-209) Il Kandler, per quanto si potesse giovare di una maggiore libertà rispetto agli storici dei secoli precedenti, restava tuttavia legato al compito ufficiale che gli era stato assegnato dal Consiglio Municipale della città di raccogliere i documenti statutari e legislativi riguardanti la storia del municipio e della città di Trieste (p. 210); consapevole dell'importanza della borghesia triestina nella linea del progresso storico della città, riteneva che l'affermazione di tale classe * coincidesse con l'affermazione di potenza degli Stati moderai, vale a dire dell'Impero austriaco nel cui ambito, a suo giudizio, si potevano realizzare le grandi istanze d'uguaglianza e di progresso, più adeguatamente e realisticamente di quanto non fosse possibile attraverso 11 movimento politico delle nazio-