Rassegna storica del Risorgimento
ZAMA PIERO
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1984
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Libri e periodici
LUCIANO SEGRE, Agricoltura e costruzione di un sistema idraulico nella pianura piemontese {1800-1880) (Studi e ricerche di storia economica nell'età del Risorgimento); Milano, Banca Commerciale Italiana, 1983, in 8, pp. 191. S.p.
Prendendo avvio dagli Atti dell'inchiesta Jacini e da qualche altro studio storico-economico il Segre esamina lo stato dell'agricoltura nel Novarese e Vercellese prima dello sviluppo dell'irrigazione e dell'apertura del Canale Cavour e mette in chiaro lo stato di miseria cronica della regione, la presenza di terreni paludosi, la carenza di tecniche aggiornate rispetto ad altre regioni nella penisola o nella restante Europa; del Vercellese, in particolare, illustra i primi tentativi irrigatori, la ripartizione delle colture, la coltivazione del riso dal 700 in avanti e le relative spese, la produzione di cereali e fieno, il costo dei terreni ecc., mentre dedica un capitolo anche alle condizioni dei lavoratori della terra, alle retribuzioni maschili e femminili in base alle prestazioni ed ai periodi di lavoro. Se la parte centrale dell'opera del Segre riguarda la costruzione del canale Cavour (passando attraverso i progetti, le vicende della società concessionaria, le difficoltà finanziarie), il riscatto della convenzione da parte del governo (1872), le associazioni di irrigazione sul fiume Sesia ecc., certamente la parte conclusiva di carattere specificamente economico affronta il problema dei progressi della regione (dopo Futilizzazione del canale Cavour), illustra le colture unitarie e i redditi agrari, la risicoltura e la sua estensione dal 1870 in avanti, l'allevamento del bestiame e lo sviluppo agro-industriale a seguito dell'estendersi e del perfezionarsi dell'irrigazione dopo la creazione del canale Cavour. Inoltre, nel Novarese, nel Vercellese e nella Lomellina, il miglioramento dei rendimenti produttivi delle aziende agrarie diede un notevole impulso al progresso degli altri settori, particolarmente di quello industriale, tanto che l'agricoltura di questi territori divenne cosi progredita, che fu in grado di affrontare anche le stesse crisi agrarie, non solo nazionali, che rallentarono il generale accrescimento economico italiano, così come era, una volta, avvenuto dopo il 1874 (p. 172).
Un completo indice dei nomi, delle materie e dei nomi di luogo (secondo le consuetudini della Collana storica) conclude il volume che si colloca degnamente accanto agli altri nella Biblioteca di studi e ricerche di storia economica italiana nell'età del Risorgimento per conto della Banca Commerciale Italiana.
RENATO -GIUSTI
GIANFRANCO E. DE PAOLI, La strage degli innocenti. Storia di un tragico tumulto degli studenti pavesi nel 1825', Pavia, Logos Inteiuationat, 1983, in 8", pp. 127. S.p.
Fondato su atti e documenti degli archivi di Milano e Pavia, il presente lavoro ricostruisce le drammatiche vicende e le repressioni avvenute in Pavia nel giugno del 1825, ohe ebbero una certa ripercussione anche all'estero (come risulta da un capitolo del lavoro); per quanto si tratti di fatti abbastanza noti nelle linee generali, l'illustrazìnoe compiuta dall'autore porta elementi nuovi sia per molteplici particolari, sia per l'individuazione dell'atteggiamento delle autorità austriache, del Rettorato e degli studenti. Sorta da un banale motivo (il divieto di far il bugno nel Ticino), l'inquietudine studentesca era stata determinata dall'arresto di alcuni bagnanti e diede esca ad attacchi e ritorsioni da parte della polizia e dei soldati, che tra il 23 e il 25 giugno uccisero e ferirono studenti e civili. Le due tragiche giornate, le inchieste successive, la pubblicazione (clandestina) di un libello attribuito al Barbieri {La strage degli innocenti) offrono all'autore l'occasione per tracciare un circostanziato profilo della vita studentesca, e no, in Pavia durante l'età della Restaurazione, in un periodo in cui non erano ancora riassorbite nell'ambiente liberale lombardo le condanne