Rassegna storica del Risorgimento

ZAMA PIERO
anno <1984>   pagina <340>
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Libri e periodici
sione della monarchia asburgica dall'Italia avrebbe in breve significato-determinato una analoga soluzione in Germania; non la sua insubordinazione , ma piuttosto la minaccia, varie volte ventilata di dimissioni, rafforzò la posizione politico-militare del feldmaresciallo di fronte alle autorità viennesi; per altro dal '49 in avanti, dopo la nomina dello Schwarzen-berg, i motivi di tensione andarono progressivamente diminuendo.
Ma invero non è possibile disgiungere, per gli avvenimenti del '48-49, la condotta dell'esercito da quella dei suoi capi: Il corpo sociale costituito dall'esercito austriaco passò una dura prova nel 1848 in Italia: il corrosivo impatto della rivoluzione ne rivelò i pregi e i difetti. Le forze sociali che legavano il corpo ufficiali e che separavano gli ufficiali dai soldati, e i soldati dai soldati, vennero improvvisamente alla luce minacciando la coesione dell'esercito stesso [...]. L'esercito, in breve, giunse prossimo alla dissoluzione, mentre le divisioni politiche della monarchia si riflettevano all'interno dei suoi ranghi. Può essere vero che gli fu risparmiata la micidiale lotta fra ungheresi e slavi meridionali, ma è altrettanto vero che in Italia i problemi creati dalle popolazioni locali furono molto pesanti e minac­ciarono la stessa sopravvivenza dell'esercito: né per molti mesi fu chiaro se sarebbe riuscito a superarli (p. 373). Interessanti annotazioni, a tale proposito, anche per il periodo suc­cessivo, si trovano in una storia popolare destinata agli abitanti della Carniola (zona di reclutamento del 17 Rgt.): KAROL CAPUDER, Zgodovina C. in Kr. Pespolka St. 17, Celovec, 1915 (Storia dell'Ut. Reggimento di Fanteria N. 17, Klagenfurt, 1915). Ma sotto il profilo dei rapporti tra autorità austriache e popolazione italiana sono sempre essenziali le Memorie di don Enrico Tazzoli.
RENATO GIUSTI
// 1848 nella provincia piemontese. Memorie storiche di Simone Viara, a cura di GIUSEPPE GRISERI; Cuneo, Società degli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo, 1982, in 8, pp. LXI-334. L. 25.000.
Coronando un decennale complesso di studi, al cui culmine è il volume del 1973 sull'istruzione primaria in Piemonte dal 1831 al 1856, e nel quale s'inseriscono armonica­mente ricerche monografiche i cui risvolti si arricchiscono oggi di sostanziali novità memo­rialistiche attraverso la testimonianza diaristica del Viara, dall'allontanamento dell'arcivescovo Fransoni e dalla sua mancata rinunzia alla diocesi di Torino fino ad un altro caratteristico episodio del laicismo postquarantottesco, l'arresto e il processo, nel 1850, del predicatore svizzero Giuseppe Gagliardi, che ha anch'esso a suo epicentro il piccolo ed inquieto mondo provinciale di Mondovl, protagonista della cronaca del Viara, ed all'indagine d'assieme sui direttori spirituali e professori di religione nei collegi convitti nazionali del medesimo perìodo, in primo piano anche qui, come meglio vedremo in seguito, il pugnacissimo domenicano Ghilardi, intransigente ed intrattabile vescovo di Mondovl, il Griseri pubblica il testo che fa in certo senso da sottofondo a questa sua tematica e prospettiva, il diario, appunto, del sacerdote Simone Giuseppe Viara, che, estendendosi dal 12 gennaio 1848 'fino a tutto il 1850, consente un colpo d'occhio dettagliato ed indicativo sulla provincia piemontese durante