Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO SCRITTI
anno <1985>   pagina <38>
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Renato Composto
avere inizio nei primi mesi forse nel febbraio del 1841. In quel torno di tempo, infatti, Crispi dovette chiedere alla prefettura di polizia il permesso di dare alle stampe una Memoria sulla finanza e sul rendiconto dei gestori di essa , che fu affidata al giudizio del regio revisore Don Corradino Garajo (docente di istituzioni civili nell'Università palermitana e Decurione nell'amministrazione di quel Municipio), dietro il cui parere favorevole il prefetto interino, Francesco Mistretta, concesse il permesso richiesto, il 27 marzo.
Per arrivare più presto alla conoscenza del pubblico Crispi, intanto, aveva aggirato l'ostacolo del più lungo iter burocratico, facendo apparire due capitoli, datati al 10 marzo, come frammento , sotto il titolo Le Fi­nanze, alle pagine 169-172 del n 22 del suo Oretèo. La scelta, d'altronde, poteva avere una sua giustificazione culturale-giornalistica nel carattere che avevano i due capitoli di excursus storico sui sistemi finanziari seguiti in Sicilia dai tempi greci al regno borbonico. Comunque, come vedremo, venuta alla luce l'intiera Memoria, dal suo contesto appari che non si trattava di una disinteressata ricerca di studio, bensì di uno scritto sostanzialmente connesso ad una iniziativa pratica: appunto, l'istituzione di una Agenzia generale che offriva la propria opera tecnica per agevolare il compito di coloro che fossero preposti ad enti in obbligo di rendere periodicamente conto della loro gestione finanziaria, ed anche delle autorità preposte alla revisione, con il far loro pervenire dei rendiconti elaborati con competente esattezza. Alla Memoria pare si accompagnasse una circolare per diffondere la notizia della creazione dell'Agenzia e spingere i contabili ad avvalersi dell'esistenza ed opera sua , dandole la relativa procura a rappresentarli negli uffici palermitani.
L'iniziativa, però, non andò per il suo verso al Procuratore generale del re presso la Gran Corte dei Conti, il quale evidentemente non si lasciò lusingare dalla prospettiva di vedersi arrivare dei rendiconti ben ordinati e pertanto si affrettò a dichiarare che non sarebbero state riconosciute come valide le procure dirette all'Agenzia e nel contempo, è facile intuirlo, ne fece avvertito il ripartimento delle Finanze della Luogotenenza di SAI. nei Domini di là dal Faro.
Da questo ripartimento, al quale sovrintendeva allora il Consigliere della Gran Corte dei Conti Don Giuseppe Mario Arpino, partì una duplice azione burocratica, rendendocisi conto che il progetto Crispino, mentre aveva ottenuto il permesso di dare alle stampe la Memoria, peraltro, sotto il profilo operativo dell'istituzione e funzionamento dell'Agenzia, non aveva ottenuto alcuna approvazione governativa. Sotto questo aspetto il riparti­mento poteva senz'altro avvertire le autorità dipendenti che l'iniziativa era da considerare illegale, onde si confermava il rifiuto della Gran Corte dei Conti a riconoscere validità alle procure ottenute dall'Agenzia. Ma in pari tempo, sotto il primo aspetto, si apriva sostanzialmente un'inchiesta: il 17 giugno, infatti, il ripartimento finanze chiedeva al ripartimento di polizia della stessa Luogotenenza preciso conto, da chi e come si fosse permessa la stampa.
Sul foglio ricevuto, il 21 giugno, al ripartimento di polizia, l'ufficiale preposto, Don Gabriele Viglia, annotava per l'ufficio da lui dipendente: Se ne riferisca al Prefetto per riferire sollecitamente . Ma se la richiesta delle finanze aveva impiegato quattro giorni per giungere sul tavolo del