Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO SCRITTI
anno <1985>   pagina <39>
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Uno scritto di Crispi giovane
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Viglia, il suo dipendente che assolse l'incarico di preparare la minuta per il prefetto lascia trasparire sino a noi, lettori d'oggi, un certo imbarazzo, che quella minuta venne sottoposta al Viglia, perché vi apponesse il si esegua , il 28 giugno (e la nota appare partita lo stesso giorno, con il n 3311). Natu­ralmente, la richiesta esprimeva un desiderio di ...sollecita risposta. Non so, in verità, quando essa pervenisse dal ripartimento luogotenenziale di polizia alla prefettura di polizia e quanti giorni rimanesse esattamente in questi unici, ma finalmente l'8 luglio, con nota 2240, il Vice Presidente delia Gran Corte Criminale incaricato interinalmente delle funzioni di Prefetto, Fran­cesco Mistretta come si è detto, rispondeva... lapidariamente che il per­messo per la stampa sulla memoria dell'avvocato D. Francesco Crispi, di che parla la Venerata Ministeriale del 28 giugno or caduto, fu dato da questa Prefettura a' 27 marzo ultimo sull'avviso del Regio Revisore D. Corradino Garajo : il nome del reo era trovato, ma i Garajo dovevano avere anche ben solidi agganci politici se per tre generazioni stettero sulla cattedra di istituzioni civili e se D. Corradino in particolare, come abbiam visto, sedeva pure in Decurionato ed assolveva l'incarico di Regio Revisore .
Se il cammino della pratica, nel riascendere agli uffici più elevati (dalla prefettura al ripartimento di polizia) sembrò farsi per un momento più celere ed un'annotazione del Viglia, lasciata in tronco, ci rivela che la nota del prefetto era pervenuta sul tavolo del capo-ripartimento di polizia a' dieci luglio... , cioè o miracolo! appena due giorni dopo; soltanto il 23 luglio il Viglia si risolse ad annotarvi la propria decisione: si dica ciò alla finanza per replica alla nota del 17 giugno . E tuttavia l'esecuzione non fu pronta, pur se si trattava di corrispondenza fra ripartimenti luogo­tenenziali... l'annotazione di esecuzione è, infatti, del 2 settembre e la nota ebbe il n 4528. Ma leggendo il nome di un Giuseppe Niccolò Chiarchiaro come cassiere dell'Agenzia, e rammentando che una Chiarchiaro era la madre di Mons. Giuseppe Crispi, non escluderemmo un intervento benevolo dell'allora Vescovo della Chiesa Greco-albanese di Sicilia.
Intanto, ad evitare equivoci, il 19 luglio il governo luogotenenziale aveva provveduto a dichiarare illegittima l'iniziativa di Crispi, con decreto che venne comunicato attraverso i giornali d'Intendenza.
Decisamente, il 1841 non era un anno felice per Francesco Crispi.
E torniamo alla Memoria, che, per quanto già detto, dovette vedere la luce dopo il 27 marzo e ben prima del 17 giugno.
Già nella Giovinezza di F. Crispi distaccandone l'esame da quello gene­rale deìYOretèo, avevamo considerato il frammento pubblicatovi sotto il titolo Le Finanze come manifestamente parte di quella Memoria connessa all'iniziativa dell'Agenzia generale della quale ricostruivamo le vicende. Nes­suna traccia avevamo, però, trovata del testo intiero. Ora, avendo dedicato e gliene sono grato un'attenta lettura a quel mio volume, ed avendogli la fortuna fatto trovare presso l'Istituto di Storia del Diritto Italiano della Facoltà palermitana di Magistero, in un fondo non ancora inventariato, una miscellanea di opuscoli che comprende la Memoria crispina, il professor Roberto Salvo, ormai più che promessa dei nostri studi storici, con raro spirito di cortesia e di collaborazione non soltanto me ne dava notizia, ma mi faceva dono di una copia fotostatica di essa. Del che non gli sarò mai bastantemente grato.
Ma entriamo, finalmente, in medias res.