Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; LUCCA ; MARIA LUISA DI BORBONE DUCHESA DI LUCCA E DI PAR
anno <1921>   pagina <8>
immagine non disponibile

8
GIOVANNI SFORZA
Alla ritirata dei Francesi dalla Spagna, egli pure dovè fuggire è ritirarsi in Francia, eorrendo la sorte dei così detti Giusep-
pini.
Ha dimorato qualche tempo in Francia, ed avuto poi il mezzo
di avvicinarsi a 8. M. la Duchessa di Iucca, potè ottenere dalla medesima un posto di segretario per gli affari spagnoli, con una provvigione di 25 o 30 scudi il mese. Le spese però ohe ha fatte durante la sua demora in Lucca dimostrano che egli aveva ben altri capitali disponibili ohe quelli come sopra derivanti dal predetto im­piego (13).
Salvador e l'Agallar non solo presentarono il memoriale alla Duchessa, ma con molta vivezza presero a magnificarle la stabilità de' nuovi ordini liberi, la felicità che ne veniva ai popoli, la bella e vera gloria che conseguivano i Principi nel dimezzar co' sudditi la corona ; la consigliarono a seguir l'esempio del fratello, senza paura,' rassicurarono che l'Austria niente avrebbe osato contro di lei. Le smaglianti parole, il fuoco giovanile con cui erano dette produsse l'effetto voluto; e Maria Luisa, a istigazione loro, s'indusse ad affidare l'incarico all'avv. Paolo Malfatti, liberale di vecchio stampo, che era auditore e giudice istruttore nella Bota Crimi­nale (14), di formare il disegno d'una Costituzione adattata ai bi­sogni e all'indole de' Lucchesi. Lo formò di fatto, e con pronta sollecitudine, insieme co' due diplomatici spagnuob' e col segretario Raimondo Tovar, Tutto questo la Duchessa tacque al conte di Ca-stellalfero j come gli tacque che l'ardito disegno fu troncato a mezzo per opera del Principe di Canosa. Costui, bandito da Napoli, non senza che vi avesse avuto parte il Metternich, a cui la ferocia cru­dele dell'intrigantissimo faccendiero non andava punto a sangue, anzi la riteneva dannosa alla causa dell'Altare e del Trono, che
(13) R. Archivio di Stato in Firenze, Buon Governo, Negozi, filza 33, n, 2989 dell'anno 1820.
(14) Non era napoletano, come a torto Io ritiene il conte di Castellalfero, ma lucchese. Fu commissario di Polizia della città e prefettura di Lucca dal 26 ghigno 1807 fin ohe durò quell'uffizio, soppresso verso la fino del 1810. Era stato commissario a Montagnoso negli anni 1799 e 1800. Nel Prospetto generale degli individui impiegati nelle diverse ammimsirationi del Ducato di Lucca, compilato nel gennaio del 1818, Paolo Malfatti, di anni 45, figura corno podestà del Borgo a Mozzano, con l'annuo stipendio di lire 1600 luc­chesi.