Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; LUCCA ; MARIA LUISA DI BORBONE DUCHESA DI LUCCA E DI PAR
anno <1921>   pagina <9>
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VELLEITÀ COSTITUZIONALI DELLA. DUCHESSA DI LUCCA NEL 1820 É
pur voleva puntellare, si era rifugiato a Pisa, già stata altra volta sua stanza d'esilio; e da Pisa, dove viveva tra le braccia della fi­gliuola d'un cenciaio, che più volte lo fece padre, seguitava la "sua guerra implacabile contro la libertà dei popoli (15). Avuto un lon­tano e vago sentore di quello che si maneggiava a Lucca (16), vi corse con la rapidità di una folgore, e con arte finissima strappò la confessione di tutto dalla bocca stessa di Maria Luisa.
Padrone che fu del segreto, incusse tanto spavento nell'animo debole della Duchessa, che, la poveretta, quasi ebbe a credere d'es­sersi dannata l'anima. Non si parlò più di Costituzione, anzi ne fu­rono perseguitati e puniti i consiglieri e l'autore (17).
* *
H18 di luglio Maria Luisa scriveva a Carlo Orsueci, presidente del Buon Governo del suo Bucato :
Or succi,
L'operazione fatta al Malfatti è riuscita superflua come già io mi aspettava dopo l'affare del sig. Tovar. Nonostante lo credo un soggetto alquanto pericoloso, perciò credo bene di intimargli che tro-
*'n - . i.,
(15) ENRICO POGGI, Storia d'Italia dal 1814 d dà 8 agosto 1846, Firenze, Barbèra, 1883; I, 413.
(16) Intimo del Principe di Oanosa da più anni era Giuseppe Torelli, ohe allora viveva in Pisa e lo teneva al corrente di quello che seguiva alla gior­nata. Era originario di Siena. Impiegato un tempo alla dogana di Firenze, fu condannato per frodi e destituito; si mise allora al servizio del Duca di Modena, che ne fece la sua spia segreta in Toscana; dalla quale fu poi scac­ciato dopo essergli stata perquisita la casa. Coscienza ribalda, in un rapporto diPedele Quaglia, console toscano a Genova, è dipinto servo infido di tre padro­ni, cioè di Francesco IV, dell'Austria e del Principe di Canosa. Lasciò mano­scritto un volume intitolato : Arcana polilicac antieavbonaviae, che molto tempo dopo la sua morte pervenne all'Archivio di Stato di Firenze, nel quale a ce. 59-81 parla diffusamente dell'infelice tentativo costituzionale lucchese, travisando però affatto la verità, por mettere in bella vista a ogni costo la duchessa Maria Luisa.
(17) CABLO MASSEI, Storia ofoile di Lucca dal 1796 al 1848, Lucca, Tip. del Serchio, 1878 j voi II. pp. 216-218. Dichiara: Questi particolari ci furono raccontati dallo atesso Malfatti.