Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO BATTISTI; BIBLIOTECA BATTISTI
anno <1985>   pagina <130>
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Vita dell'Istituto
e riflessioni critiche il problema dell'informazione politica nelle Marche alla vigilia del­l'Unità italiana, mettendo in luce la struttura del servizio e relative operazioni, col rilievo dovuto agli avvenimenti internazionali del contrastato biennio 1859-60, non dimenticando di proporre la questione dell'abbandono di quei servizio da parte del nuovo governo, orientato ovviamente in altra maniera rispetto al servizio stesso.
Il Giudice dott. Mario Perucci ha tracciato un profilo storico dell'organizzazione del sistema giudiziario nel piano generale della giustizia nel Regno d'Italia con lucida premessa dal periodo napoleonico per quanto riguarda Io Stato della Chiesa, portando un contributo che affianca la linea generale del recente Congresso nazionale di Pescara.
L'ing. Glauco Luchetti ha guardato vicende connesse col massimo strumento di vita produttiva della città di Ancona, il porto, culminanti con la vexata quaestio della franchigia marittima, croce e delizia degli Anconetani dai primi dell'Ottocento, approfon­dendo aspetti tecnici della questione entro le svolte storiche della vita della città e allar­gando la visione a inerenti problemi d'ordine economico.
Il dott. Alessandro Mordenti, Direttore dell'Archivio di Stato di Ancona, ha sotto­lineato in termini di documentazione le questioni condotte dagli studiosi precedenti, per un approfondimento delle quali ha portato consigli derivanti anche dalla consuetudine profes­sionale con il patrimonio delle fonti, indicando pure le possibilità offerte da esse per altre indagini e traendo un bilancio dell'uso sinora fatto dalla ricerca storica nell'Archivio di Ancona.
11 prof. Angelini ha chiuso la tornata guidando, sugli argomenti svolti, un dibattito dal quale è emerso il parere di tutti i presenti che segua presto una tavola rotonda sull'organizzazione dell'esercito e della marina militare ad Ancona e che si tenga presente per una successiva tornata il problema della Chiesa locale in relazione soprattutto al rapporto con il nuovo Stato.

AVELLINO. Giovedì 24 gennaio 1985 nella Biblioteca comunale di Atripalda si è riunito il consiglio direttivo del Comitato irpino dell'istituto. Si è riconsiderato il lavoro svolto negli ultimi due anni, che si può riassumere, per le difficoltà di ogni genere che si son dovute superare in una provincia prostrata dal terremoto, ma anche per un poco fattivo ed ordinato impegno degli enti locali nella promozione di attività culturali e degli studi storici in particolare, in una campagna di stampa che ha avuto il suo momento culminante nei mesi di maggio e giugno 1983 per la difesa di palazzo Caracciolo, ultimo resto dell'edilizia monumentale avellinese, dalle ruspe cui era stato dato il via libera dalla sopraintendenza BAAS.
Altro qualificante intervento è stato quello conclusosi nell'ottobre del 1984, quando due soci, i proiT. Barra e La Sala hanno, con i loro buoni uffici e il secondo nella sua qualià di assessore ai beni culturali del comune di Atripalda favorito la donazione, alla biblioteca civica L. Cassese dell'archivio della famiglia Capozzi, ricco di cimeli e di autografi di F. De Sanctis, F. Crispi, G. Gioii tti e di innumerevoli personalità della nuova Italia. Si è iniziato anche un ciclo di presentazioni di libri, interessanti la cultura storica e letteraria della regione; il primo libro presentato è stato quello del prof. R. Giglio, dell'università di Napoli, dal titolo Dna stretta di mano, a cura di Modesti no Della Sala, presidente del Comitato stesso. Nel valutare poi, le possibilità di futuri impegni il Consiglio ha approvato i due seguenti ordini del giorno:
Il Consiglio direttivo del Comitato irpino dell'Istituto per la storia del Risorgi­mento italiano prende atto con profonda soddisfazione del nobilissimo gesto della N.D. Cristina Di Marzo-C apozzi, che ha di recente affidato alla biblioteca comunale di Atripalda l'importantissimo archivio della illustre famiglia Capozzi; rileva come tale generosa e lungimirante donazione assicuri la conservazione, la salvaguardia e la valorizzazione di un cosi ingente e prezioso patrimonio culturale; esprime, facendosi interprete non solo dell'unanime sentimento dei soci del Comitato irpino dell'Istituto, ma di tutu, gli studiosi.