Rassegna storica del Risorgimento

GIUSTIZIA REPUBBLICA NAPOLETANA 1799; REPUBBLICA NAPOLETANA 179
anno <1985>   pagina <163>
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La giustizia nella Repubblica Napoletana 163
L'altro organo Costituzionale è costituito dal Ministro di Polizia. I Mi­nistri, nella Repubblica Napoletana (come in tutte le Repubbliche giacobine) avevano solo funzioni meramente esecutive48) in posizione nettamente di subordine rispetto ai Comitati e, successivamente, alla Commissione esecu­tiva. Né il Ministro della giustizia si allontanava da questo schema.
Due furono i Ministri della giustizia a Napoli: Emanuele Mastellone e Giorgio Pigliacelli (1751-1799). Ma ben poco o nulla si può dire della loro attività nel campo che più direttamente interessa l'amministrazione della giustizia.
2. L'ordinamento. Il primo dei problemi che si presentò ai governanti repubblicani, fu quello di provvedere al funzionamento, nel perìodo che si sperava transitorio, degli organi statali borbonici. Né i tribunali, e gli organi giudiziari in genere, si sottrassero a questo destino.
In realtà la soluzione avvenne di fatto e non già in forza di una legge. L'unica cosa alla quale si provvide subito con una apposita norma fu di mutare il nome di talune delle giurisdizioni. Ciò avvenne con un decreto del Comitato di Polizia del 2 febbraio 1799 49> per cui si chiamò Gran Corte Nazionale , la Gran Corte della Vicaria, Supremo Consiglio Nazionale , il Sacro Reale Consiglio e Camera dei Conti Nazionali , la Camera di Santa Chiara. Successivamente, in data imprecisata, ma da porsi nello stesso perio­do, la Udienza Generale di guerra e Casa reale divenne la Ex regale giurisdizione . 5J
Solo verso la fine della Repubblica (il 31 maggio 1799) la Commissione legislativa stàbili che gli antichi tribunali continuassero ad amministrare la giustizia nella stessa forma finora praticata , avallando così la situazione di fatto già esistente.
Il 14 ottobre 1798, Vincenzio Russo scriveva sul Monitore di Roma: il popolo deve rispetto al magistrato, perché importa alla salvezza comune che le leggi siano eseguite. Qualche mese più tardi, il 7 febbraio 1799,51> il Comitato di Polizia riprendendo questo tema esortava i cittadini a non mancare di rispettar tutti i magistrati che sono i depositari delle leggi stesse , ed ai quali è affidata l'esatta esecuzione delle leggi civili e crimi­nali, d'onde dipende la felicità della popolazione .
Come si vede, anche in questo caso la norma repubblicana trova il suo fondamento nel pensiero politico-filosofico napoletano.
48) v. in questo senso, un decreto di Championnet del 27 febbraio all'art. 3 in cui si dice I ministri sono incaricati della esecuzione di tutte le leggi, decreti e misure ordinate da! Governo ... Essi hanno tutti t dettagli dell'Amministrazione ... e la corrispondenza con tutte le autorità pubbliche ... propongono ai differenti Comitati le misure da prendersi, affinché questi le riducano in leggi, o decreti che dovranno essere approvati dal Comitato Centrale (v. Atti, I. p. 407).
49) v. Atti, fi p. 445.
50) V, Atti, 1, p. 450. ) V. Atti, t, p. 439.