Rassegna storica del Risorgimento

FOSCOLO UGO; NIEVO IPPOLITO
anno <1985>   pagina <171>
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DA UGO FOSCOLO A IPPOLITO NIEVO.
IL RISORGERE DELLA LIBERTÀ ITALIANA
DALLE CENERI DEL CESSATO STATO VENETO
Il moto di risorgimento nazionale, nei territori della cessata Repubblica veneta, ebbe un'impronta affatto particolare, in quanto ivi il servaggio è durato poco più di mezzo secolo, da quel fatidico 1797 in cui, per dirla con il Nievo, come il dente d'un topo basta per far calare a fondo una nave tarlata, così l'intrigo di un segretariucolo parigino di quattro o cinque tradi­tori, e di alcuni repubblicani, aveva bastato per rovesciare quell'edificio politico che aveva resistito a Solimano II e alla lega di Cambrai sino alle gloriose giornate del 1866. La cessata Repubblica aveva rappresentato, per oltre un millennio, l'unico governo realmente italiano di tutta la penisola, traendo origine dall'ostinata resistenza, là su quelle isole, dei cittadini veneto-romani alle orde barbariche.
Per questo il Risorgimento, nelle Venezie, si tinge di nostalgie marche-sche ed ancor oggi è dato vedere, nei dì di festa, a Venezia, campeggiare, sul tricolore d'Italia, il leone veneto, segno di continuità di quell'antico senso dello Stato nella nuova e risorta Patria.
La genesi dei sentimenti risorgimentali la si può ben vedere confron­tando l'opera del Foscolo con quella del Nievo, in quanto proprio nelle diver­sità tra i due autori è dato ravvisare il maturarsi del nuovo sentimento nazionale. Si tratta di un'evoluzione degli animi che va dalla generosa, ma sterile ribellione di chi piange la Patria perduta alla coscienza aperta e serena di chi vede gli albori del Risorgimento di essa. La disperazione eroica, ma priva di effetti, di Jacopo Ortis e la calma e serena fiducia dell'ottuagenario Carlo Altoviti. Si confronti, per capirlo, la prima lettera di Jacopo Ortis con il Capitolo I delle Confessioni di un Italiano:
Da' colli Euganei, 11 ottobre 1797. Il sacrificio della nostra patria è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure e le nostre infamie .
Nievo:
io nacqui Veneziano ai 18 ottobre 1775, giorno dell'Evangelista Luca; morirò per grazia di Dio italiano, quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.
Come si vede nei due passi v'è tutto il cammino compiuto tra le due generazioni.