Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1985>   pagina <181>
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Mazzini a Gaeta
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coloro che lo avevano avvicinato nei giorni della sua permanenza a Gaeta, anzi prima ancora, se si pensa che già durante il viaggio di trasferimento da Palermo, a bordo della corvetta Fieramosca, egli si era trovato sempre circondato da premurose attenzioni da parte del Comandante e dei suoi ufficiali15) e, nemmeno in quei frangenti rinunziando a svolgere opera di apostolato, ne aveva approfittato per esporre le proprie dottrine ricevendone gesti di deferenza e, all'atto del distacco, un saluto militare molto formale e segni di simpatia umana tali da corroborare i propositi, da tempo acca­rezzati, di penetrazione propagandistica nella Marina.16)
Che Mazzini mirasse a reclutare forze nuove nell'ambiente militare era del resto cosa nota; 17> e quando, al momento della sua scarcerazione, sì seppe che tra i più solleciti a dimostrargli la propria considerazione erano stati alcuni ufficiali del Genio di stanza a Gaeta o a Napoli, il segre­tario generale del ministero degli Interni, Cavallini, scrisse una riservatissima al prefetto di Caserta, Colucci, per saperne di più sulle persone che avevano visto Mazzini e sui loro principi politici . 18> Interpellato a sua volta da Colucci, rispose Emilio Celano, sottoprefetto di Formia, accreditato anche lui, molti anni più tardi, di un comportamento molto riguardoso verso Mazzini, un comportamento equilibrato e niente affatto vessatorio in cui le esigenze della sicurezza si erano ben conciliate con il desiderio di non infierire, cosa che gli aveva consentito di dare al Maestro l'illusione della libertà senza venir meno ai suoi doveri di custode . I9> Nella sua risposta Celano forniva tutti i chiarimenti richiesti, parlava a lungo di coloro che avevano fatto visita a Mazzini e, quanto ai militari, spiegava che anche gli Ufficiali del Genio, compreso un contabile dell'arma stessa, residenti in Gaeta, si fecero caldi presso il Mazzini : w venendo poi alle persone, Celano faceva il nome di un capitano Lunelli e ipotizzava, probabilmente a ragione, l'esistenza di un canale tra Mazzini e l'esercito chiamando in causa Giacomo Profumo, un maggiore de] Genio in servizio a Napoli di cui erano conosciuti i rapporti di parentela con Carlotta Benettini (della quale aveva sposato la figlia Cristina) e che, proprio nel corso del 1870, aveva presentato domanda di dimissione dall'esercito in quanto non po­
is) V. PARMENTOLA, Sulla prigionia di Mazzini a Gaeta, in Bollettino della Domus Mazziniana, a. XIX (1973), p. 55, che riprende un brano delle Cronache navali dell'anno t870, Roma, 1932.
ó) Ivi, p. 48.
17? Era, questo, uno dei punti programmatici dell'Alleanza Repubblicana Universale (come risulta dalle Norme pratiche e circolari..., in S.E.I., voi. LXXXVI, pp. 54 sgg.), sulla cui fondazione, risalente al 1866, si veda A. SCIROCCO, 1 democratici italiani da Sapri a Porta Pia, Napoli, 1969, p. 397. Cfr. anche S. POZZANI, L'ultima organizzazione di Mazzini, l'A.R.U., in Archivio Trimestrale, a. VII (1981), pp. 291-298. Numerosissimi i riferimenti a questo obiettivo, oltre che nelle lettere e negli scritti di Mazzini del periodo 1866-1871, in A. SAPPI, Ricordi e scritti cit., voi. IX, pp. 67 sgg., 80 sgg. e, per la Marina, p, 199, nota 2. Va infine ricordato che già con la costituzione della Falange Sacra, all'indo­mani di Aspromonte, Mazzini aveva pensato ad un'opera di propaganda attiva nell'esercito <./., voi. LXXV, p. 34).
18) Le Carte di G. Lonza cit., voi. VI, P. 199.
9) v. PARMENTOLA, op. cit., p. 62 (e, per notizie sul personaggio, ivi, p. 51).
20) U dispaccio, recante la data del 28 ott. 1870, è edito in Le Carte di G. Lonza cit., voi. VI. p. 215.