Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1985>   pagina <186>
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Giuseppe Monsagrati
del 1830 il Luzio ho provveduto da tempo immemorabile a cercare e pub­blicare costituti, verbali di interrogatorio, confidenze di delatori, rapporti di autorità e quant'altro ancora gli fosse capitato sotto mano,44' per l'epi­sodio recente, quello del 1870, si è fatto poco sotto questo profilo, quasi che il vecchio cospiratore non avesse più niente da dire o che non mettesse conto di accertare la concreta fisionomia delle sue ultime lotte, general­mente considerate a posteriori superate dal profilarsi delle organiz­zazioni e delle teorie socialiste. Anche da questo abbiamo una piccola con­ferma che sull'ultimo decennio della biografia mazziniana (e del movimento da lui guidato) ci sarebbe ancora da lavorare, non tanto per seguire le orme del Luzio (che, come ha osservato con grande finezza Omodeo,45' pubblicava, pubblicava e poi non interpretava, o interpretava molto tenden­ziosamente) quanto per gettare le basi di una ricerca che in gran parte è ancora da compiere e che dovrebbe mirare a ricostruire con puntualità soprattutto l'esperienza dell'Alleanza Repubblicana Universale, dei suoi le­gami con le altre forze eversive, della sua diffusione e delle sue ramificazioni in alcuni degli apparati portanti (esercito, magistratura, università) della società italiana del tempo.
I documenti che ci accingiamo a presentare possono costituire un parziale contributo ad un approfondimento della realtà sopra descritta. Il loro rinvenimento è stato molto casuale. Come spesso capita a chi fa questo lavoro, si cerca una cosa e se ne trova un'altra del tutto inaspettata. Nel nostro caso a fornirci la prima indicazione attraverso una sommaria descrizione di alcuni pezzi è stato l'inventario dell'archivio Poerio, una copia del quale si può consultare nella sala di studio dell'Archivio di Stato di Napoli che custodisce l'intero fondo. Di esso una parte minore è costituita dalle carte di Michele Pironti, l'antico perseguitato dei Borboni, compagno di ferri di Carlo Poerio e di Settembrini, più tardi guardasigilli per pochi mesi nel terzo ministero Menabrea, infine, in questo 1870, Procuratore Gene­rale presso la Corte d'Appello di Napoli. È in tale veste che gli fu indiriz­zata la corrispondenza relativa all'arresto di Mazzini, al suo trasferimento a Gaeta e ai primi atti dell'inchiesta. La prima lettera, scrittagli da Vincenzo Colmayer, un funzionario del suo ufficio che poi avrebbe avuto una lunga carriera prefettizia e nel 1904 sarebbe stato fatto senatore,46) gli fu indi­rizzata a Firenze (dove Pironti si trovava per partecipare alle discussioni sulla politica estera del Governo) per metterlo al corrente dell'arresto di Mazzini e dei provvedimenti inizialmente adottati a suo carico.
La lettera è scritta su carta intestata del Gabinetto del Procuratore
**) II testo base è A. Luzio, Giuseppe Mazzini carbonaro, Torino, 1920.
45) A. OMODEO, La leggenda di Carlo Alberto nella recente storiografìa, Milano, 1957 pp. 30 sgg. Non diverso nella sostanza il giudizio di W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento, Torino, 1962, pp. 432-446.
46) Alcuni dati sulle tappe di questa carriera che lo aveva visto prefetto In città coinè Livorno, Palermo, Catania e Venezia, in M. MISSORI, Governi, alte cariche detto Stato e prefetti del Regno d'Italia, Roma, 1973, ad Indìcem, Una succinta biografia in Enciclopedia Biografica e Bibliografica Italiana, Serie XLII1: Ministri, deputati, senatori dal 1848 al 1922, voi. I, ad nomen.