Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1985>   pagina <197>
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Mazzini a Gaeta
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26) Domanda. Ha fatto alcun proclama indiritto all'esercito ed in che epoca? Risposta. Non lo ricordo.78*
27) Domanda. I due proclami che le mostro intitolati fratelli dell'esercito, e sottoscritti
il comitato centrale repubblicano sono stati da lei scritti, ovvero composti da altri in suo nome e da chi propriamente?
Risposta. Negativamente.
28) Domanda. In quali relazioni Ella era col comitato centrale repubblicano, dove ha
sede un tale comitato e chi ne sono i componenti?
Risposta. Non credo dover rispondere.79)
* * *
Si conclude con la trascrizione di questo documento la prima parte del nostro lavoro. Cercheremo ora di illustrare, con l'ausilio di altro mate­riale inedito di diversa provenienza, un secondo problema posto dallo studio della permanenza di Mazzini nella fortezza di Gaeta. Rispetto al tema trat­tato in precedenza, questo, concernente alcuni piani di evasione elaborati dai suoi compagni di partito e mai messi in atto, ha più che altro un carattere di curiosità, qualcosa che Mazzini stesso interpretò alla stregua di un inutile gesto di riguardo verso la sua persona, l'unica prova di forza di cui fosse capace un movimento che avrebbe invece dovuto impegnarsi non a dimostrare affetto per lui ma a suscitare, come avrebbe poi scritto Saffi, un moto generale di popolo che, troncando gli indugi, aprisse alla Nazione, nel pieno possesso della sua libertà, le porte di Roma * Di qui tutti i rimpianti, da parte di Mazzini, nei giorni successivi alla scarcera­zione, sulla profanazione di Roma da parte della Monarchia, e le rinnovate accuse a Garibaldi che, a suo dire, doveva, poteva e sapeva di poterlo, determinare il moto repubblicano in Genova e altrove, mentr'io era in Gaeta ,*!) e invece non si era mosso.
Giudicata oggi, l'idea di fare uscire Mazzini con la forza dalla sua prigione può far sorridere e dare l'impressione di un inguaribile veReita-rismo, tradizionale per le forze politiche che in lui si identificavano. Eppure, tra l'agosto e l'ottobre del 1870, due furono i timori che tennero sulle spine il governo Lanza: che le condizioni di salute dell'anziano detenuto si dete­riorassero, cosa che avrebbe avallato le voci sui presunti maltrattamenti inflittigli dai suoi custodi,82 e che fosse organizzata una sua fuga. L'una e
7?) si conosce un Proclama ai soldati italiani del 1867 (S.E.I., voi. LXXXVI, pp. 113 sgg., ripubblicato per errore ivi, voi. XCIV, pp, 297 sgg.).
79) A.S.N., Archivio Poerio - Appendice, n. 148, allegato 2.
so) A. SAPPI, Ricordi e scritti cit.. voi. IX, p. 211.
si) Mazzini agli Amici di Ancona, 31 ottobre 1870 (S../., voi. XC, p. 95).
82) Registra puntualmente queste voci G. ASPRONI, Diario politico... cit., voi. V, p. 281. Si veda anche V. GASTALDI, op. cit., pp. 221-223.