Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
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1985
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Giuseppe Monsagrati
l'altra ipotesi, verificandosi, avrebbero creato serj imbarazzi **) al Governo ed avrebbero turbato una situazione in cui era invece auspicabile il massimo della tranquillità politica. Lanza si affrettò a provvedere su entrambi i versanti, raccomandando da un lato che Mazzini fosse trattato con ogni possibile riguardo ( Si fa corrente la voce come mezzo di agitazione che Mazzini sia gravemente ammalato , avvertiva il 3 settembre chiedendo di essere tenuto al corrente), M> e dall'altro sollecitando la più rigorosa sorveglianza.
A confermare la fondatezza di queste sue apprensioni, soprattutto di quelle concernenti una possibile evasione, il 12 settembre Lanza informava il prefetto di Caserta, Coluoci, dell'esistenza di un rocambolesco progetto per la liberazione di Mazzini, attribuendo ai suoi seguaci l'intenzione di impadronirsi di uno stock di carta intestata del Ministero di Grazia e Giustizia, falsificare timbri e firme, e preparare così una falsa autorizzazione alla scarcerazione del prigioniero che, una volta libero, sarebbe stato imbarcato su una nave ancorata al largo di Gaeta e portato a Malta: È un progetto assurdo, il so scriveva il capo del Governo ma l'ho voluto comunicare all'È. V., perché la setta mazziniana è tanto arrischiata da non mancarvi chi se ne assuma il tentativo . In chiusura del suo dispaccio Lanza prospettava anche un'altra ipotesi, quella che Sara Nathan stesse preparando dei moti insurrezionali con l'aiuto di Maurizio Quadrio e di Achille Ravizza.85)
A Gaeta si provvide immediatamente intensificando i controlli, che in principio non erano stati scrupolosissimi, ed accrescendo il numero dei carcerieri: ciò valse ad attenuare lo stato di allarme ma non, evidentemente, a fardo cessare del tutto se ancora il 3 ottobre Lanza segnalava ai suoi collaboratori che a Palermo era stata aperta una sottoscrizione e che con le trentamila lire così raccolte qualcuno pensava di poter corrompere il corpo di guardia e far fuggire Mazzini. Non è assurdo ritenere che la concessione dell'amnistia, mentre veniva accolta con un grande senso di amarezza da colui che ne era il beneficiario, fosse invece salutata con sollievo da quanti dovevano custodirlo. Ma cosa c'era di vero nelle voci sui piani di evasione che tanta apprensione avevano provocato nelle autorità? Nel suo Proemio al volume XVI degli Scritti editi e inediti di Mazzini Saffi offrirà una testimonianza sicura quando scriverà che, nello stesso tempo in cui le sottoscrizioni lanciate dai repubblicani a sostegno del loro leader avevano avuto successo particolarmente in regioni quali le Romagne, le Marche, l'Emilia, i Genovesi studiavano modo di tentare la sua libera
si Lanza a Colucci, 8 settembre 1870, in Le Carte di G. Lanza cit., voi. VI, p. 82.
*4) Lo stesso allo stesso, 3 settembre 1870, ivi, voi. VI, p. 50. Anche a parere del colonnello Perotti le notizie sulle precarie condizioni di salute di Mazzini erano state un'arma di partito (Perotti al Ministero della Guerra, 15 ottobre 1870, in U. BARENGO, Vicende mazziniane... cit., p. 133).
85) Lanza a Colucci, 12 settembre 1870, in Le Carte di G. Lanza cit., voi. VI, PP. 98 sgg.
86) v. GASTALDI, op. cit., p. 232.
8?) Lanza a Colucci, 3 ottobre 1870, in Le Carte di G. Lanza cit., voi. VI, p. 162.