Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
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1985
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199
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Mazzini a Gaeta
199
zione, imprendendo pratiche all'uopo con marinai di un vascello da guerra . W)
Secondo Saffi, dunque, a prendere l'iniziativa erano stati i concittadini di Mazzini; e ad uno di essi, il più fidato, Felice Dagnino, l'uomo che dopo la morte del Maestro avrebbe rappresentato il mazzinianesimo più intransigente scontrandosi anche di persona con il nascente internazionalismo, *> si rivolse per raccogliere una testimonianza di prima mano Jessie White Mario allorché era sul punto di pubblicare la sua Vita di Giuseppe Mazzini. * Nella sua lunga risposta Dagnino, a distanza di quindici anni, ripercorreva con fervida memoria tutti gli eventi di quell'estate del 1870 soffermandosi su alcuni retroscena di un certo interesse e fornendo molti particolari sullo stato d'animo di Mazzini di fronte alla caduta di tante illusioni. Quanto al progetto di un colpo di mano su Gaeta, Dagnino confermava e la preparazione del tentativo e l'opposizione di Mazzini, ma nello stesso tempo confidava alla Mario di aver pensato di rivolgersi a Bartolomeo Filipperi, uno de' miei fidi in quell'epoca , dal quale era certo di potere apprendere ulteriori dettagli. Della lettera di Dagnino alla Mario diamo qui il testo omettendone un brano iniziale di poche righe privo d'importanza.
Felice Dagnino a ). White Mario
Genova, [settembre 1885]
... In vero dal 68 a tutto il 70 tutto ciò che Pippo stabilì lo fece quasi sempre in casa mia. Mi rincresce che mi prendiate in un momento nel quale ho la testa sfasciata per una massa di combinazioni troppo lunghe a descriversi, sicché non potrò soddisfare come vorrei al vostro desiderio, ma con un po' più di calma, se pure non avete gran fretta, potrò riassumere i movimenti di quell'epoca. L'ideale di Pippo, dopo i fatti di Mentana, era un movimento schiettamente repubblicano, combinato con Milano e Piacenza che dovevano prendere la iniziativa, Palermo e Genova dovevano seguirle. I preparativi di Palermo erano tutti conosciuti da Volf [sic]9l) perché era lui il missano di tutto quel
W) A. SAFFI, Ricordi e scritti cit., voi. IX, p. 211. Poco più avanti Saffi soggiunge che il progetto, al quale si era interessato anche Nicotera, era stato accantonato per le resistenze di Mazzini.
**) Nel 1877 Achille Bizzoni, garibaldino e poi internazionalista, lo accusò pubblicamente, lui che doveva avere una certa esperienza in materia o quanto meno non disdegnava le provocazioni mascherate da scapigliature, di essere un confidente del Ministero degli Interni e di aver tradito Mazzini consegnando le sue lettere alla polizia. Tutta la Sinistra repubblicana prese le difese di Dagnino e giunse fino a fondare un giornale, Lo Squillo, per meglio tutelarne l'onorabilità. La diatriba durò per un anno, ma alla fine, nonostante Bizzoni avesse garantito rivelazioni e relative prove, un giuri d'onore scagionò pienamente Dagnino (sull'episodio si vedano L'Italia radicale. Carteggi di Felice Cavallotti: 1867-1898, a cura di L. Dalle Nogare e S. Merli, Milano, 1959, pp. 43 sgg., e L. BALESTRERÀ Giornali mazziniani a Genova nel periodo tra il 1876 e il 1879, in Mazzini e i repubblicani italiani... cit, pp. 433 sgg.).
) Che sarebbe uscita nel 1886.
W) Adolfo Wolff, di cui nel 1871 si scoprì che era stato una spia al servizio della Francia bonapartista (GB.. WfffiJtfl, Il dissidio tra Mazzini e Garibaldi, Milano. 1928, pp. 297 sgg.). Anche Wolff diede una sua ricostruzione dei fatti dell'agosto 1870: vedila in A. SAFFI, Ricordi e scritti cit., voi. IX, pp. 93 sgg.