Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRALIA OPINIONE PUBBLICA 1860-1890; GARIBALDI GIUSEPPE
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1985
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209
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Garibaldi e l'Australia
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parlava dell'oppressione e delle sciagure del suo Paese, il labbro e l'occhio tradivano sia i sentimenti profondi e tanto tempo nascosti, che il carattere determinato e valoroso dell'uomo. Parlò molto degli avvenimenti del momento (senza però menzionare la sua parte in. essi), ma non nella maniera teatrale tipica della gente mediterranea. Si comporta come un gentleman e un ufficiale inglese, calmo e controllato; fu solo quando parlava della simpatia genuina del popolo inglese verso le sofferenze d'Italia che perdette la sua tranquillità quasi sassone; poi, assicurandoci ripetutamente dell'apprezzamento e della gratitudine degli Italiani di tutte le classi, ci mostrò che nelle sue vene scorreva il sangue caldo d'Italia.
L'anno dopo, Lang scrisse di nuovo al Times, per chiedere l'appoggio britannico alla rivoluzione napoletana, con lo scopo di prevenire un intervento francese. In questa seconda lettera, Lang ripetè il parere che la vera grandezza di Garibaldi fosse nella sua capacità politica, e che il dono più vistoso che avrebbe dato alla sua patria sarebbe stato il suo ruolo nella rigenerazione politica nazionale. Lang non dubitava che Garibaldi sarebbe stato capace di organizzare un governo stabile a Napoli:
La sua presenza nella guerra è come una promessa di sicurezza; anche mentre avanzava rapidamente, sapeva stabilire ovunque l'autorità civile con una rapidità sorprendente per chi non conosceva i suoi poteri organizzativi e la velocità e l'ordine con i quali opera sia come capitano di una nave mercantile che come liberatore di province.
Pieno di ammirazione per Garibaldi e la sua causa ma sempre imbottito di idee paternalistiche verso l'Italia, Lang finì la lettera con la dichiarazione che l'Italia era ormai diventata maggiorenne:
È certo che gli Italiani si sono mostrati capaci di gestire da sé i propri affari, e che sono degni e capaci di scegliere il proprio destino come un popolo libero, ed hanno diritto a farlo.
In questo modo, Lang presentava Garibaldi alla borghesia inglese e coloniale come un socio dei loro club, che non andava confuso con lo stereotipo dell'Italiano che era ritenuto appassionato, disordinato, violento, teatrale, irrazionale. In quanto personificava le virtù anglosassoni, Garibaldi meritava il loro appoggio. Senza aver dovuto inscenare un tableau vivant per il visitatore australiano, Garibaldi aveva indubbiamente saputo utilizzare l'incontro ai propri fini. Lang, un uomo che si considerava un buon conoscitore di caratteri, ne restò affascinato. Niente nella sua vita precedente indica che avrebbe potuto sentire simpatia per un tipo come Garibaldi. *>
È difficile giudicare quale effetto le lettere e i discorsi di Lang possono aver avuto a Londra. I giornali australiani scrissero più tardi che Lang aveva avuto un ruolo importante nella decisione del governo inglese di esigere che i garibaldini venissero trattati da belligeranti. 2 Si potrebbe dire in
2*) Ivi. 1 gennaio 1860. 25) SIZRR, Gldeon Scott Long eh., p. 183.
2*) Ivi. p. 184; Sydney Mail, luglio-dicembre 1880; The Melbourne Truth, 4 maggio 1917.