Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <216>
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Federico Curato
a Firenze nel 1953. In quell'occasione Blakiston fu presidente della II sezione e nella III lesse una relazione sulle Fonti per la Storia del Risorgimento nel Public Record Office di Londra, relazione molto importante perché ampliando quella tenuta l'anno innanzi da Roger Ellis ad un Convegno tenuto a Lucca, potè dar notizia dell'importanza per la storia dei rapporti fra Inghilterra e Stati italiani dei fondi dell'Ammiragliato, del Home Office e di quelli privati, quest'ultimi, i Russell Papers ed i Granville Papers, ivi depositati da poco tempo. Le differenze di contenuto tra i rapporti pubblici e le lettere private furono da Lui documentate in modo evidente.
Da allora, fino al 1975, il Blakiston fu presente ai convegni risorgi­mentali italiani, fossero essi organizzati dall'Istituto nazionale di Roma o da quello toscano di Firenze o da altri enti culturali italiani. Le sue rela­zioni, in parte raccolte nel 1972 nella Collana storica diretta da Vittorio Frosini e da Mario Condorelli, sono là a testimoniare l'attività e la perspi­cacia dello studioso inglese. Vari furono gli argomenti ch'Egli trattò; alcuni, episodi ignorati ma significativi; altri, di più ampio respiro. Tra i primi meritano di essere segnalati quello sulla visita in Toscana, all'epoca di Pietro Leopoldo, del duca di Surrey; quello sul naufragio del Croesus, avvenuto il 24 aprile 1855, che mise in difficoltà il corpo di spedizione sardo diretto in Crimea perchè quella nave trasportava la maggior parte dei suoi approv­vigionamenti; quello relativo all'arresto ed all'espulsione dagli Stati sardi della cittadina britannica Jessie White, la mazziniana esaltata ; infine quello relativo alla difficile vita in Inghilterra dell'esule abruzzese Giuseppe Devin-cenzi, che era in uggia ai moderati, ai quali pure apparteneva, e non era certo amato dai mazziniani.8)
I temi di più ampio respiro ci permettono di ricostruire quella che fu la visione di Blakiston del Risorgimento italiano. Innanzi tutto Egli affermò che non doveva sopravvalutarsi la misura dell'aiuto offertogli dalla politica inglese; 9> poi dimostrò che le considerazioni economiche non ebbero alcun peso di fronte alla formazione della nazione italiana rivelando l'occul­tamento fatto da Russell d'un rapporto del console a Livorno, Macbean, in cui si mettevano in luce i danni che l'estensione alla Toscana della tariffa doganale sarda stava per recare al commercio britannico. Il rapporto del 7 ottobre 1859 fu tenuto nascosto da Russell per circa un anno fino a quando un accordo era ormai sopravvenuto tra Londra e Torino.10) Ma allora, sì
7) R. ELLIS, Le fonti archivistiche britanniche sui rapporti Anglo-Toscani nei secoli XVlli e XIX, in Atti del V Convegno Storico Toscano, Lucca, 1953; N. BLAKISTON, Fonti per la Storia del Risorgimento nel Public Record Office di Londra, in Rassegna Storica del Risorgimento, 1954, ried. in inglesi e Italiani cit.
Visita di un principe in Toscana, in Rassegna Storica Toscana, 1963; // naufragio del Croesus, in Atti del XXXV Congresso del Risorgimento italiano, Roma, 1959; Sulla scia del Pisacane: un grattacapo per Hudson, in Atti del XXXVI Congresso di Storia del Risorgi­mento italiano, Roma, 1960, tutti e tre ried. in Inglesi e Italiani, cit.; Giuseppe Devincemi e l'Inghilterra, in Atti del 2 Convegno Giuseppe Devincenzl nel Risorgimento e nella politica post-unitaria, Teramo, 1974.
9) la politica Inglese nella questione venetiana 1859-1866. Memorie di N. Blakiston, G, Dethan, R. Blam, M. Cessi Drudi, ned. in Inglesi e Italiani, cit.
io) L'Inghilterra e la tariffa piemontese, 1859-60, in Atti del XXXIV Congresso di Storia del Risorgimento italiano, Roma, 1958, ried. in Inglesi e Italiani, cit.