Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <217>
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Noel Blakiston
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chiese il Blakiston, da cosa proveniva la simpatia per la causa italiana? Possiamo sintetizzare il Suo pensiero così: per quanto concerne Palmerston, questi dopo lo sforzo fatto nel 1832 per trovare una soluzione ai problemi terreni del Papato, concepì un astio perenne per l'ostruzione che Roma e Vienna avevano messo all'applicazione delle decisioni prese con la missione Seymour: da allora divenne il campione dei rivoluzionari italiani. n> A lui si aggiunsero Clarendon, Russell, Hudson e Gladstone nei quali il sostrato protestante favoriva in partenza l'antipapismo tradizionale degli Inglesi, antipapismo che fu aggravato dalla infallibilità del Pontefice affermata dai Concilio Vaticano, sicché quando il 20 settembre 1870 gli Italiani entrarono in Roma non furono certo sparse lagrime da parte della grande maggio­ranza protestante della popolazione delle Isole britanniche, perennemente ostile al Papa. Tuttavia da quel giorno Gladstone si adoperò, con grande delusione degli Italiani, a salvaguardare il potere spirituale del Papato. 12> Altri elementi che influirono sull'atteggiamento degli Inglesi non cattolici verso l'Italia furono, ha scritto il Blakiston, l'influenza di V. E. d'Azeglio, di Panizzi, di Lacaita; il mito di Garibaldi; u> l'azione della stampa; la sostan­ziale identità di vedute esistenti sul problema italiano tra liberali e conser­vatori. Tutto ciò contribuì a vincere le resistenze austrofile della Corte, mentre nessun rilievo ebbe nel campo politico l'influenza di Mazzini per l'ostilità concepita nei suoi confronti dagli aristocratici liberali. Il nome del patriota genovese ricorreva solo per indicare un pericoloso ostacolo .
Sui rapporti anglo-papalini il Blakiston apportò un contributo di grande valore con il volume The Roman question. Extracts from the despatches of Odo Russell from Rome 1858-1870.14> Nell'ampia introduzione e nel collega­mento fatto fra i singoli documenti scelti, l'autore non solo ha ridato la prova dell'importanza dei carteggi privati ma ci ha presentato la progressiva decadenza dello Stato della Chiesa seguita passo per passo da un diplomatico di eccezionale valore quale fu Odo Russell. Questi dava talora buoni consigli a Pio IX, che aveva simpatia personale per lui, ma essi erano sistematica­mente sabotati dal cardinale Antonelli.
Per quanto concerne invece l'avversione britannica per il Borbone di Napoli, oltre al noto atteggiamento di Gladstone, molto contribuirono, secondo il Blakiston, i rapporti dei consoli. Egli ne diede una prova pubblicando quelli del vice-console a Messina, Richards, il quale riferì con ampiezza di particolari la reazione effettuata dalla polizia, a partire dall'estate del 1859, contro i manifestanti a favore dei Franco-Sardi vittoriosi nella pianura padana. u>
il) La Gran Bretagna e l'Italia 1814-1831, in La Restaurazione in Italia. Strutture e ideologie. Atti del XLVII Congresso di Storia del Risorgimento italiano, Roma, 1976.
12) La fine del potere temporale e il ricongiungimento di Roma all'Italia, in Atti del XLV Congresso di Storia del Risorgimento italiano: tavola rotonda: Gran Bretagna, Roma, 1972.
13) La visita di Garibaldi vista da Torino, In Rassegna Storica Toscana, 1957, ried. in Inglesi e Italiani, cit.
H) London, 1962, Un antìcipo di questo lavoro in Con Odo Russell a Roma ecc., cit. 15) Dai dispacci del vice-console inglese a Messina: 1859-61, in Archivio Storico della Sicilia Orientale, 1960, ried. in Inglesi e Italiani, cit.