Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <219>
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LIBRI E PERIODICI
UMBERTO CALDORA, Scritti storici, a cura di VITTORIO CAPPELLI; Castrovillari, Amministra­zione comunale, Assessorato alla cultura, 1983, in 8, pp. 149. S.p.
Il volumetto raccoglie alcuni scritti minori di questo valente storico, scomparso prematuramente nel 1975, che fu l'indimenticabile autore del volume Calabria napoleonica e di tanti altri fondamentali contributi di storia risorgimentale nel Meridione. Segnalo innanzitutto l'articolo sulla battaglia di Campotenese (1806) che concluse vittoriosamente l'avanzata delle truppe francesi del gen. Reynier in Calabria e quelli su Cas trovi Ilari giacobina e sulle cospirazioni del 1816. Ma soprattutto ricordo le brevi monografie sui francesi Duret de Tavel, Pierre Joseph Briot e Adolphe de Custine, perché riportano traduzioni di scritti di questi personaggi dell'età della Restaurazione che sono pressoché sconosciuti. Il de Tavel, ufficiale francese, descrisse le sue esperienze militari del 1807, il Briot, intendente della Calabria muratiana raccontò il suo incontro con i briganti, mentre il Custine, futuro scrittore, annotò nelle sue Mémoires et Voyages pubblicate a Parigi nel 1830, le sue impressioni di viaggio calabresi con particolare vivezza. Interes­sante è pure la nota bio-bibliografica che il Cappelli ha elaborato all'inizio del libro, per ricordare il Caldora.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
Inventario dell'archivio preunitario di Carmignano, a cura di ELISABETTA INSABATO e SANDRA PIERI; Firenze, Edizioni All'Insegna del Giglio, 1983, in 8, pp. xvm-175. S.p.
Il moltiplicarsi di opere a stampa che pubblichino inventari, repertori, guide, insomma le Fonti J, non può non dare motivo di compiacimento per almeno due diverse ragioni: la più evidente è la messa a disposizione di un più vasto numero di studiosi (o fruitori , che è più alla moda) stimolanti campi di indagine, l'altra quella di preservare più effica­cemente, non diciamo con termine romantico dall'oblìo, ma più prosasticamente dalla distrazione che sempre incombe, un patrimonio culturale vasto e disperso come quello degli archivi comunali italiani. Chi scrive ha assistito all'imbarazzo che ha colpito un navigatissimo sindaco di un comune capoluogo di circondario, quando degli studiosi, avendo visto in libreria la ristampa anastatica di una edizione ottocentesca degli statuti quattrocenteschi della città, gli chiesero in consultazione l'originale, scomparso in qualche stanza del municipio!
Questo inventarlo del comune di Carmignano, operoso centro fra Prato e Firenze, va dal 1392 al 1865, si ferma cioè coU'entrata in vigore del nuovo ordinamento ammini­strativo unitario, È un inventario che non si limita a fotografare la situazione esistente, ma cerca anche dì completarlo indicando documenti che il mutare dei governi e delle circoscrizioni territoriali ha fatto confluire nell'Archivio di Stato di Firenze, nella Sezione