Rassegna storica del Risorgimento
BLAKISTON NOEL
anno
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1985
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pagina
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220
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220
Libri e periodici
di Prato e in archivi civici finitimi. Oltre ad un'introduzione generale che segue l'evolversi della natura e delle funzioni della comunità col formarsi nel suo seno di una oligarchia terriera che controllava le cariche municipali, vi sono numerose note esplicative a capo di paragrafo. Le due funzionarle della Sovrintendenza Archivistica per la Toscana che hanno curato l'inventario, Elisabetta Insabato e Sandra Pieri, hanno ripartito il lavoro su tre periodi cronologici: antico regime, napoleonico e secondo periodo granducale. Manca il periodo unitario, del quale, già pronto l'inventario, se ne auspica la stampa, unitamente a quello delle Congregazioni di Carità, poi confluite nell'Ente comunale di assistenza.
FLORIANO BOCCINI
GIUSEPPE ALO, Storia e storie del Risorgimento a Treviso; Treviso, 1984, in 8, pp. 184 con 20 ili. S.p.
Continuano ad uscire ricostruzioni storiche riferite alla provincia trevigiana: dopo il lavoro del Chiades sul Monitor di Treviso (vedi Rassegna, 11, 1983, p. 207) e del Puttin sul Profugato di Segusino (vedi Rassegna, I, 1984, p. 72), ecco ora una sintesi dei sette decenni decisivi, i quali iniziano con l'apparizione delle prime milizie austriache dirette a contrastare ì'Armée d'Italie e terminano col plebiscito dell'autunno 1866.
Anche questa volta l'Autore non è uno storico di professione: è, infatti, un magistrato da dodici anni pretore a Castelfranco, che dedica il tempo libero agli studi storici. Ha potuto darci una narrazione pressoché esauriente degli avvenimenti, usando un linguaggio piano ed adatto a qualunque tipo di lettore. Il quale dovrà esser soddisfatto del lungo elenco bibliografico, in cui ricercare i testi originali e le documentazioni: del resto le citazioni sono facilmente raggiungibili: si rifanno a lavori originali di non ingente mole e reperibili nelle maggiori biblioteche della città e provìncia.
Anzitutto occorre sottolineare l'apparato illustrativo, che ha una parte non indifferente e presenta materiale pressoché inedito, appartenente quasi del tutto al Museo del Risorgimento di Treviso, a cominciare dalle grandi tavole rievocative dei principali fatti del '48 (fatte dipingere dal Bailo nel cinquantenario) già utilizzate è vero, ma qui parzialmente presentate a colori per cui attrae maggiormente l'attenzione. Molto utili le due tavole cartografiche collocate nei risguardi, appartenenti anch'esse al periodo studiato, le quali consentono di localizzare tanto in città quanto nel territorio gli avvenimenti.
Ciascun settore della iconografia storica ha una linea conduttrice: edifici, uniformi (compreso il novissimo modellino dei militari del Battaglione Treviso del 1797 fatto eseguire sulla base dei documenti e l'uniforme da carcerato con la quale a suo tempo un Davanzo evase dalle prigioni veneziane), ritratti e manifesti. Gli avvenimenti sono ricostruiti non senza entrare in particolari anche crudi: l'Autore ha saputo rilevare dalle sue fonti ogni cosa utile ad una esauriente narrazione: si tratti di lettere, di brani poetici, di rapporti ufficiali. Corretta la citazione dei risultati o delle acquisizioni degli studiosi.
Mettiamoci ora dal punto di vista del comune lettore, che, in terza media e nell'ultimo anno del corso secondario di studio, s'è a suo tempo visto propinare una storia patria nella quale il Veneto è pressoché ignorato (salvo non si tratti dei fatti del 1797, di Manin e della guerra del 1866).
Costui si trova, leggendo questo libro, di fronte ad un insieme di eventi e di personaggi di non secondaria importanza: gli nascerà spontaneo il dubbio se e quanto l'intera storia appresa sui banchi di scuola sia veritiera. Il dott. Alù gli documenta la realtà dei fatti e, semmai, fa auspicare ulteriori indagini di archivio a completare il panorama con ricostruzioni dì momenti ancora in ombra: il suo lavoro è in sostanza un incitamento a proseguire, indirizzato al nutrito gruppo di studiosi che, oramai da un quinquennio,