Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <221>
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Libri e periodici 221
dà alla luce ogni anno una quindicina di monografie sul Veneto e Treviso tra Settecento ed Ottocento attirandosi il consenso e l'incitamento a proseguire.
GIOVANNI NETTO
NICCOLA MARSELLI, La vita del reggimento. Osservazioni e ricordi, Roma (Gaeta, Stabili­mento Grafico Militare), in testa al front.: Stato Maggiore dell'Esercito. Ufficio Storico, 1984, in 8, pp. 244. L. 7.500.
La ristampa di un buon libro, e massimamente quella di una buona fonte, costi­tuisce un'occasione privilegiata per riconsiderare vecchie asserzioni e precedenti inter­pretazioni storiografiche.
questo anche il caso della ristampa dell'interessante e bel libro di Marselli, che oggi l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito pubblica nell'elegante edizione della sua collana dedicata a I grandi scrittori militari .
A Marselli (1852-1899) si erano già interessati, da diversi punti di vista, vari e autorevoli storici attenti non solo al dato militare che pure costituisce il punto di partenza per qualsiasi analisi della vita e dell'opera del napoletano ma ad i più vari elementi di ima sua possibile biografia.
Dal punto di vista della storia delle idee, Croce e Gentile avevano visto, sia pure con accenti diversi, Marselli come uno dei rappresentanti italiani del momento di raccordo e di passaggio della cultura nazionale dall'hegelismo al positivismo. Pieri, analizzando le teoriche della guerra del Marselli (e confrontandole soprattutto con quelle di Clausewitz) aveva delimitato assai lo spazio di originalità e di coerenza delle riflessioni del militare napoletano. Più recentemente ed a un altro livello Lanaro, conducendo un'analisi dell'intellettualità funzionarla dello Stato italiano liberale e prefascista, aveva inserito Marselli tra i fossili mentali del suo tempo e lo aveva accostato ad altri precursori di miti nazionalistici ed autoritari. Qualche anno fa, infine, Gallinari (in alcune pagine che ritroviamo qui pubblicate, purtroppo senza alcun aggiornamento o modificazione, come Premessa a questo volume), dall'osservatorio della più tradizionale storia militare, pur sottolineando correttamente la necessità di calare la figura e l'operato del napoletano nella concretezza della storia della politica militare italiana (piuttosto che astrarlo nelle eteree sfere delle teorie della guerra), aveva un po' troppo insistito sul brillante intelletto di Niccola Marselli : che in verità sempre brillante non fu.
Anche se in sé ognuna di queste interpretazioni presentava punti interessanti, nessuna da sé bastava a restituirci l'immagine complessa e composita di Niccola Marselli. E sebbene ognuna di queste interpretazioni tendesse a voler essere caratterizzante ed esaustiva, in realtà anche solo sotto il punto di vista della ricostruzione dell'operato del militare napoletano sono ancora molti gli aspetti e i momenti della vita pubblica di Marselli che meritano di essere studiati e chiariti.
11 Marselli giovanile e napoletano; quello degli anni '60, entusiasta del processo di unificazione nazionale e delle energie politiche e militari che questo gli pareva poter sprigionare; il Marselli interprete piuttosto che solo spettatore o ripetitore, come talvolta si è detto delle lezioni del 1870 e della guerra franco-prussiana. Ma poi anche il Marselli più politico, quello degli interventi alla Camera ed al Senato; ed il Marselli che, dopo critiche e battaglie, diventa uomo delle istituzioni e garante della loro irriformabilità (massime negli anni del suo Segretariato generale al Ministero della Guerra nel secondo Ministero Ricotti). E, infine, il Marselli giudicato, cioè l'influenza reale del suo pensiero e delle sue idee (che egli profuse in decine di Interventi pubblicistici e poli­tici) sulle istituzioni militari italiane, nonché il tipo di apprezzamento che altri importanti militari in varie occasioni espressero sulle idee del loro collega .