Rassegna storica del Risorgimento
BLAKISTON NOEL
anno
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1985
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pagina
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226
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226 Libri e periodici
dal 1779 al 1840.5) Davvero, poi, non privi di spunti sono per portare lo sguardo sull'Italia centrale gli articoli di C, Ceccuti sulle origini dell'ateneo fiorentino6) e di D. Marrara sullo Studio pisano nell'ultima età medicea.7)
Proprio ad una città dell'Italia centrale, Perugia, dalla plurisecolare e prestigiosa tradizione, è dedicato il volume di Sandra Scaletti, una giovane studiosa, che dimostra di muoversi e di utilizzare con equilibrio e capacità critica una abbondante documentazione, in larghissima misura inedita. La Scaletti esamina la situazione dell'istruzione in anni cruciali per il primo moto risorgimentale, in una città, opportuno termine di misura dell'atmosfera, delle aspirazioni e dei problemi esistenti ed avvertiti nel cuore dello Stato pontifìcio.
Dopo avere affrontato nel primo capitolo il tema delle strutture scolastiche di base, largamente deficitarie con un conseguente assai ridotto tasso di alfabetizzazione, nel secondo l'A. espone un quadro grigio e privo di prospettive nel settore medio-superiore.
La parte successiva della ricerca è centrata, in tre capitoli, sull'Università: i progetti, che in essa furono avanzati alla vigilia e a conclusione del moto del 1831, gli atteggiamenti e i sentimenti dei docenti con le successive epurazioni sono ricostruiti senza alcuna enfasi ideologica, senza intenzioni fustigatrici. in una ponderata visione dei tempi.
In appendice la Scaletti riporta 54 documenti inediti, che consentono modifiche e rettifiche di precedenti interpretazioni storiografiche e una più piena comprensione di anni, per Perugia e per la sua area, tra i meno studiati. Il piano di riforma delle scuole elementari minori e maggiori , formulato nell'estate del 1.832 e pubblicato sull'originale di archivio, ribadisce dato che vale da richiamo per quanti si sono spinti ad ironizzare sulla sensibilità sociale esistente nello Stato dei Papi che loro primo scopo si è dunque l'istruzione di ognuno ne l'ultima classe del popolo può lasciarsi abbandonata e mancante di ammaestramento e di cultura .
VINCENZO G. PACIFICI
ANDREA GIUNTTNI, I giganti della montagna. Storia della ferrovia Direttìssima Bologna-Firenze (1845-1934); Firenze, Leo S. Olschki, 1984, in 8, pp. 288. S.p.
Cavour esaltava le ferrovie come strumento di quel progresso concreto, sul piano civile ed economico, al quale, piuttosto che alle congiure e alle sommosse, era affidata la causa italiana ... II problema ferroviario diventava per lui un'occasione per affrontare come mai aveva fatto finora il problema della nazionalità e dei criteri con cui andava promossa la causa italiana : n a questi concetti politici, alla loro grande prospettiva, ai loro ricchi e per molti aspetti insondati contenuti, gli uomini del Risorgimento non vennero mai meno ed in molti casi, anche non direttamente influenzati dalla lezione del conte, si ispirarono.
L'elaborato volume di Giuntini, con la sua minuta indagine sulla storia della ferrovia Bologna-Firenze, rappresenta una conferma concreta e decisa dei concetti e degli orientamenti nutriti sin da anni precocissimi per la semplice idea. Al 1842, infatti, risale la proposta del bolognese Pietro Pancaldi per l'apertura di una strada ferrata tra i due capoluoghi, decisiva per il ruolo della città emiliana, fulcro tra il Nord e il Sud della Penisola.
La nascita dell'eccezionale strumento tecnico avviene come sappiamo in Inghil-
3> E. BAERI, Fonti per la storia dell'Università di Catania (1779-1840), in Archivio storica per la Sicilia orientale, LXXII (1976), pp. 289-300.
6) c, CECCUTI, Le origini dell'Ateneo fiorentino, in Nuova Antologia, CXIl (1977). n. 2115-2116-2117. pp. 511-533.
7} D. MARRARA, Le cattedre ed l programmi d'insegnamento dello Studio di Pisa nell'ultima età medicea (1712-1737), in Bollettino storico pisano, LI (1982), pp. 105-146.
!) R. ROMEO, Cavour e il suo tempo (1842-1854), t. I. Bari, 1977, pp. 218-219.