Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <227>
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Libri e periodici
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terra nei primi anni dell'Ottocento ed esperimenti vengono effettuati di lì a poco in Germania e negli Stati Uniti. In Italia, però, il primo tratto (8 chilometri) è aperto nel 1839 da Napoli a Portici ed il secondo nel 1840 da Milano a Monza. È sin troppo evidente la comodità della situazione geografica nelle opere realizzate rispetto a quella che si andava prospettando e a Bologna e a Firenze. Appena nel 1853 viene dato l'avvio alla costruzione della Porrettana : le difficoltà non sfuggono, ma l'intelligenza e la preparazione dei tecnici, in prima linea Jean Louis Protche, ingegnere di Metz, sono tali da offrire soluzioni ammi­rate ancora oggi.
Giuntini offre intelligenti spiegazioni sul ritardo nel quale l'Italia, ormai unita, si trovò e rammenta che il problema ferroviario fu costantemente al centro dei programmi politici della Destra e del potere. Tra il 1861 ed il 1885 nota ancora Giuntini l'Italia si era data le infrastrutture ferroviarie principali .
Il 22 luglio 1882, intanto, su iniziativa dei deputati bolognesi Lugli e Minghetti, la questione della Direttissima entra ufficialmente in Parlamento. Essa ha vita travagliata, ricca di discussioni e di complicati momenti, tanto che soltanto il 16 giugno 1908 viene votata la legge per la realizzazione della linea.
Giuntini ricostruisce le nuove polemiche nate sul percorso e i nuovi ritardi insorti, polemiche e ritardi che impedirono fino al 22 aprile 1934 l'inaugurazione e l'entrata in funzione dell'opera, che ancora oggi ed oggi più di ieri rappresenta il segmento nevralgico del sistema ferroviario longitudinale italiano .
Il problema ferroviario era stato già studiato, sul piano tecnico e finanziario, in diversi fascicoli àWArchìvio economico dell'unificazione, varati in occasione dell'anno centenario, anno in cui nasce anche la Storia dei trasporti italiani di F. O gli ani e F. Sapi. I lavori di Camillo Lacchè hanno abbracciato la questione in un quadro di sintesi sulla scorta di una vasta base documentaria mentre per l'ambito locale, oltre a quelli indicati da Giuntini. ci pare non possa essere omesso, tra i più recenti, per la sua attinenza tosco-emiliana, il saggio di G. P. Borghi e R. Zagnoni.2)
Alla ferrovia del San Gottardo è stato dedicato nel 1982 un convegno di studi 5) e la Cuneo-Nizza è stata trattata in una elegante pubblicazione, dettata al riparo da tenta­zioni campanilistiche.4)
Ora il libro di Andrea Giuntini illustra, nonostante le lamentate carenze archivistiche, la lunga e sofferta preparazione, il complesso ed arduo coronamento di un progetto, esaltante nei momenti in cui fu ideato e divenuto, nonostante e a dispetto delle difficoltà, indispen­sabile e irrinunzi abile.
VINCENZO G. PACIFICI
ROSELLA FOLINO GALLO, f processi politici del 1848 nella provincia di Cosenza; Salerno-Catanzaro, Società Editrice Meridionale, 1983, in 8, pp. 175. L. 12.000.
Nessuno potrà definire come sconvolgenti e neppure particolarmente originali né, al limite, addirittura nuovi i risultati a cui perviene questa tipica tesi di laurea, e dei quali ci accingiamo a dar brevemente conto.
'-[ Ma nuovo è senza dubbio il metodo rigidamente quantificante e classificatorio attraverso il quale vi si perviene sotto la guida e, si direbbe, all'ombra del consimile lavoro
Z) G. P. BORGHI - R. ZAGNONI, Documenti per una storia della ferrovia centrale italiana. Il carteggio di Francesco. V con il conte Teodoro Bayard De Volo, in Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le provìnce modenesi, s. XI. voi. V (1983), pp. 231-285.
3> // San Gottardo e l'Europa, Genesi di una ferrovia alpina, 18821982. Atti del Convegno di studi (Bellinzona, 14-16 moggio 1982), in Bollettino storico della Svizzera italiana, XCVI (1982), fin, 34, pp. 9-261.
4) F. COLLIDA. M. GALLO, A. A. MOLA, Cuneo-Nizza, Storia di una ferrovia, Cuneo, 1982.