Rassegna storica del Risorgimento
BLAKISTON NOEL
anno
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1985
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pagina
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229
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Libri e periodici
229
di monografie apparse sulla prima serie di Memorie storielle militari, non ci si è, poi, quasi più occupati di questo argomento ed i pochi libri editi in Italia in questo dopoguerra. e dedicati in genere all'esercito napoletano, si sono per lo più rivelati come opere di divulgazione di fonti, magari poco note, ma quasi mai sono risultati il fruito di ricerche archivistiche.
In questi ultimi anni, pur se in forma frammentaria e con particolare riferimento al vasto e mal conosciuto campo delle uniformi, qualcosa di nuovo ha cominciato a venire alla luce. Questo volume segna ora un deciso ribaltamento di tendenza. Un approfondito e sagace vaglio delle fonti archivistiche, oltre che, ben s'intende, di quelle bibliografiche, ha permesso la ricostruzione, si vorrebbe quasi dire la rinascita, di uno spaccato di vita di oltre un secolo fa. Gli ultimi dieci anni di vita dell'esercito parmense sono esaminati in ogni loro aspetto, dagli organici agli avvenimenti della vita quotidiana, dalle rare occasioni di impiego allo spirito che animava ufficiali e gregari di quest'esercito, attraverso il puntuale riscontro del documento d'epoca, filtrato attraverso un inquadramento storico e politico che senza indulgere alla nostalgia della piccola patria sa comprendere anche le ragioni dell' altra parte . Non si indulge alla nostalgia della piccola patria . né ci si rifugia nel pittoresco, nel colore locale, tentazioni che una figura come quella del duca Carlo 111 farebbe apparire come particolarmente seducenti ed alle quali hanno di recente ceduto la televisione ed una certa pubblicistica. Si inquadrano invece correttamente i rapporti intercorrenti tra l'esercito ed il paese, tra la società civile ed i militari, tra l'esercito parmense ed altri eserciti, italiani e non, dell'epoca. E tutto questo senza dimenticare l'uomo, la sua sorte, dato che assai opportunamente M. Zannoni ha voluto seguire alcuni ex ufficiali parmensi nelle loro nuove carriere; troviamo così chi terminerà la sua vita militare come generale italiano, chi, come il Caimi, da comandante dell'artiglieria pontificia, chi come ufficiale dell'esercito imperiale austriaco e chi, infine, ed è il caso di quattro giovani subalterni di fanteria, combattendo contro Garibaldi in un altro esercito borbonico, quello napoletano.
La seconda parte dell'opera, dovuta più particolarmente a Màssimo Fiorentino, è dedicata all'organizzazione, alle uniformi ed all'armamento dei diversi corpi. Grazie anche ad una larga e ricca documentazione iconografica, che comprende riproduzioni di antichi dagherrotipi, foto di singoli capi di vestiario e di copricapi e tavole tratte da fonti regolamentari, l'esercito ducale è raffigurato in tutta la sua marciale eleganza. Cacciatori e gendarmi, granatieri-guardie e invalidi, alabardieri e guardie del corpo sembrano rivivere con le loro attillate tuniche di derivazione prussiana, così come di derivazione prussiana sono gli elmi a chiodo, anzi i caschi secondo la terminologia ufficiale parmense, ravvivati in alta tenuta da criniere multicolori. Assai opportunamente, poi. accanto alle alte tenute sono riportati diversi esempi di tenute ordinarie e da fatica, così da mostrare! anche come apparisse, nella vita di ogni giorno, quest'esercito unico, o quasi, nella nostra penisola ad avere adottato le mode militari di Germania. Le armi, bianche e da fuoco. portatili e non, ben rappresentate nel libro attraverso foto e disegni, grazie alla loro storia ed a quelle della loro scelta e del loro acquisto, ci forniscono utili informazioni sui primordi dell'industria bellica italiana e sul commercio delle armi a metà Ottocento.
Ventotto tavole a piena pagina in bianco e nero e tredici a colori oltre a numerose altre illustrazioni sparse attraverso le centuttanta pagine del libro giustificano più che abbondantemente il prezzo.
C'è solo da sperare che a questo libro, dedicato solo ad un limitato periodo della vita di un esercito pre-unitario, facciano seguito altri che restino alla sua altezza, senza tornare indietro alla storia fatta con resoconti di terza mano, con pettegolezzi e con illustrazioni tratte da cartoline militari o da stampe eseguite almeno cinquantanni dopo gli avvenimenti che rappresentano, senza il minimo tentativo di verosimiglianza.
PIERO CROCIANI