Rassegna storica del Risorgimento
BLAKISTON NOEL
anno
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1985
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pagina
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232
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Libri e periodici
la definisce baconianamente lo stesso Pacifici, che ricostruisce gli interventi e le iniziative intesi a contestare e a confutare le scelte della maggioranza. II secondo o pars costruens analizza, invece, le proposte e le indicazioni realistiche e concrete, suggerite in alternativa o a completamento dei progetti governativi. È facile arguire la difficoltà di esporre qui, in breve spazio, i contenuti particolari del riepilogo di un'attività parlamentare quotidiana; ci limitiamo, pertanto, ad indicarne con il Pacifici i temi principali. Per il quarto, essi sono: a) il Mezzogiorno e la Sicilia; b) gli interventi a tutela di Garibaldi e dei garibaldini; e) la "questione romana"; d) la "Convenzione di settembre" e il trasferimento della Capitale; e) il rapporto tra i democratici e la maggioranza . E per quanto concerne il quinto, che tocca il consenso allo Stato liberale, si può dire che esso ruoti attorno ad un tema centrale: la difesa, il miglioramento e l'adeguata modernizzazione delle istituzioni e delle strutture statali (pp. 11-12).
Ovviamente fra le due aree non si può tracciare un rigido confine. Ad esempio, le pagine dedicate alla Convenzione di settembre registrano pure nell'intervento Crispino una adesione solenne e convinta alle istituzioni vigenti (p. 225).
Infine, avendo apprezzato la ricostruzione del Pacifici nel complesso del suo ordito, ci sia concesso di rilevare che talora non manca qualche défaillance, dovuta in genere ad un difetto di attenzione nel vaglio delle fonti. Ne segnaliamo una tipica. Alla pagina 60, un'errata trascrizione induce il Pacifici a qualificare come sottigliezza maliziosa, in una lettera crispina del 17 settembre 1861, un'osservazione che è lungi dall'esseri: dove, a proposito dell'eventuale partenza di Garibaldi per gli Stati Uniti, Crispi aveva scritto che sarebbe stata una grande, una sublime gloria quella di rifare l'America veramente libera , il Pacifici ha trascritto Europa invece di America.
RENATO COMPOSTO
MARIA CORRIAS CORONA, // canonico ribelle. Pensiero politico e sentimento religioso in Giorgio Asproni (Università degli Studi di Cagliari. Pubblicazioni della facoltà di Scienze politiche); Milano, A. Giuffré, 1984, in 8, pp. 527. L. 20.000.
Dieci anni fa, all'apparire del primo volume del Diario politico di Giorgio Asproni fu abbastanza scontato prevedere sia una larga utilizzazione di quel testo come fonte storica e testimonianza diretta dall'interno della Sinistra, sia un ridestarsi dell'interesse storiografico per la figura del democratico sardo e, per conseguenza, la necessità di aggiornare il giudizio sulla sua opera sulla scorta di un materiale documentario nuovo quanto imponente. L'una e l'altra cosa si sono puntualmente verificate: e se il Diario ha costituito un supporto di grande rilievo per ricerche che vanno dal lavoro del Selis su Girolamo Ulloa fino al recentissimo III volume del Cavour di Rosario Romeo, sull'altro versante : quello degli studi su Asproni numerosi sono stati i contributi che hanno tentato di conferire una dimensione di maggiore spessore, rispetto al passato, alla conoscenza della sua opera e del suo pensiero politico. In questo caso, tuttavia, se si esclude forse la organica ricerca condotta da Tito Orrù sui vari settori e momenti in cui si era venuta articolando l'attività asproniana, gli interventi degli storici hanno più che altro avuto un che di episodico, conseguenza diretta del fatto che in genere l'occasione per fare il punto sull'argomento veniva offerta dalla partecipazione ai molti convegni organizzati, intorno a questo personaggio tutto sommato abbastanza nuovo . Era cioè mancato finora il grosso lavoro d'assieme, l'indagine seria ed approfondita condotta partendo da un razionale lavoro dì scavo archivistico.
Il libro che abbiamo sotto gli occhi può essere considerato un bel passo in questa direzione, e non è un caso che ad offrircelo sia Maria Corrias Corona, autrice, nel 1972, di un saggio su Stato e Chiesa nella valutazione dei politici sardi (1848-1853) e per questo ampiamente collaudata per affrontare la problematica nel cui ambito Asproni svolge quella riflessione sul rapporto tra potere civile e potere religioso che, con l'altra sul modo più equo in cui si possa governare una moderna società civile ponendo fine al privilegio, costituisce la pietra angolare della personalità politica del democratico sardo.