Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <233>
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Libri e periodici 233
E ciò è quanto appunto la Corrias fa nella seconda parte di questo volume impo­stando una lettura analitica del Diario e indicandone, con integrazioni ricavate dagli inter­venti parlamentari e giornalistici, temi e contenuti di più spiccato interesse ed utilità ai fini di una ricostruzione puntuale del pensiero asproniano. Ma, se mi è consentito, io direi che, proprio in quanto attinge in larga misura al Diario e ne costituisce una specie di commento, questa parte del lavoro non ha quel sapore di novità che invece si riscontra nei primi cinque capitoli, tutti dedicati all'esame delle vicende giovanili del Bittese, dagli anni dell'ordinazione sacerdotale fino alla crisi che lo indurrà a svestirsi di un abito indossato forse un pò* frettolosamente e, se non con lo spirito di un don Abbondio, certamente per mancanza di prospettive migliori. Tra Curia vescovile di Nuoro, archivi di Stato di Torino e Cagliari e Archivio Segreto Vaticano la studiosa sarda ha raccolto il materiale documentario atto a dare una risposta ai molti interrogativi di cui era ancora costellata l'esperienza sacerdotale di Asproni; e se si confronta quella che ne era finora la biografia più informata ~ e cioè il profilo preparato da Bruno Josto Anedda e posto in apertura del l volume del Diario con le pagine della Corrias si vede subito come molti elementi, prima noti nelle grandi linee, sono ora precisati nella loro reale natura e nel loro effettivo significato: con quale positivo riflesso sulla sicurezza del giudizio storico è facile immaginare.
Per fare un esempio Josto Anedda aveva individuato nei primi anni di sacerdozio d:. Asproni una serie di atti, scelte ed iniziative tali da accreditarlo di indubbi slanci di rinnovamento nel campo religioso; e tutti i contrasti, le lotte, le polemiche che avevano movimentato l'esistenza di Asproni negli anni '40 Josto Anedda li aveva interpretati nel­l'ottica di una contrapposizione ideologica rispetto alla gerarchia; lo stesso giobertismo asproniano era stato perciò sottolineato e forse anche gonfiato come uno dei fattori di maggiore attrito tra il canonico della cattedrale di Nuoro e mons. Varesini, arcivescovo di Sassari e anirninistratore apostolico della diocesi di Nuoro: La posizione giobertiana e antigesuita scriveva perciò Josto Anedda portò il canonico Asproni a scontrarsi ancora una volta con i suoi superiori. Mons. Varesini voleva imporre nell'insegnamento presso il seminario di Nuoro il testo di teologia morale del novarese Pietro Scavini. Asproni non lo volle accettare, affermando di non poterlo prendere in considerazione per la sua chiara impostazione gesuitica.!) Le cose, in effetti, non andarono affatto cosi: la Corrias infatti pubblica la prima lettera scritta da Asproni a Varesini il 23-8-1844 e chiarisce: In essa il Canonico chiede al Vescovo ordini e disposizioni per l'acquisto dello "Scavini", testo di teologia morale che egli si dichiara disposto ad adottare per le sue lezioni (p. 35). Per la verità la lettera asproniana è ancora più netta perché dimostra che egli, nonché essere disposto ad accettare il testo di teologia, ne sollecitava addirittura l'adozione: Nell'attendere il recapito di quest'opera scriveva infatti colla nota di tutte le spese relative per fissare il prezzo, io prego la sua bontà di prescriverne ai moralisti l'acquisto, perché in difetto alcuni potrebbero trascurare di comprarla (ibidem, nota 48).
Quanto al problema più generale dell'atteggiamento di Asproni verso la gerarchia, verso Roma, verso la religione, l'abito di riformatore o quanto meno di contestatore che gli è stato cucito addosso non gli si addice per niente: non vorrei apparire ancora una volta prevenuto nei suoi confronti ma a parlar chiaro è proprio la documentazione raccolta dalla Corrias, che si interroga anche lei sulla possibilità di una trasgressione di carattere spirituale ma poi, in assenza di qualunque riscontro sia oggettivo che soggettivo, è costretta a concludere che, già in occasione del primo scontro, quello con mons. Bua, i rapporti tra il giovane sacerdote e l'Arcivescovo si deteriorarono per interessi di parte (p. 19). Lo stesso si può affermare della seconda Lite, quella con mons. Varesini, all'origine della quale la Corrias ci rivela esserci stato un conflitto sulla scelta del progetto per il comple­tamento della cattedrale di Nuoro, conflitto che aveva visto da una parte ring. Orunesu, parente di Asproni, dall'altra un architetto Galfré sulla cui provenienza dal Piemonte non dovrebbero esserci dubbi.
S B, JOSTO ANEDDA, Profilo biografico di Giorgio Asproni, in GIORGIO ASPRONI, Diario politico 1855-1876, voi. 1: 1855-1857, Milano, Giuffré, 1974, pp. 11-12.