Rassegna storica del Risorgimento
BLAKISTON NOEL
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1985
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240
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Libri e periodici
alla base del movimento. I pontefici, prima Leone XIII e poi Pio X, temevano F ameri-canizzazione del cattolicesimo, il soffocamento dei principi dogmatici sotto il mito del progresso mentre dal settore opposto si guardava alla cultura tutta moderna , che fondesse la responsabilità personale del credente e la libertà dell'uomo . L'obiettivo era, però, ben lontano e troverà l'osservazione è di Verucci, condivisa dalla Confessore spazio e riconoscimento in alcune conclusioni del Concilio Vaticano II, posteriore di oltre 60 anni.
In chiusura va segnalato il merito storiografico più consistente dell'opera della Confessore: le ricerche sul settore cattolico sono state ricondotte al rango loro più confacente, spesso dimenticato per i troppi numerosi saggi di microstoria campanilistica, apparsi negli ultimi anni.
VINCENZO G. PACIFICI
SANDRO ROGARI, Ruralismo e anti-industrialismo di fine secolo. Neofisiocrazìa e movimento cooperativo cattolico (Quaderni di storia. Sezione documenti, LXVII/10); Firenze, Le Monnier, 1984, in 8, pp. 272. L. 20.000.
Negli anni a noi più vicini non sono mancati, nell'ambito degli studi sul movimento cattolico, lavori intesi a sottolineare il collegamento esistente tra il mondo agrario e gli ambienti legati a Roma. Il tema con angolature diverse è stato dibattuto, rivolgendo lo sguardo, in particolare modo, alla situazione veneta, lombarda, meridionale e siciliana.
Il volume di Sandro Rogari, esemplare per impianto informativo, denso di dati e ricco di indicazioni bibliografiche, affronta un argomento di alto interesse, soprattutto perché, a nostro avviso, valido e vivo ancora oggi. Due domande ci sembrano preminenti e in una certa maniera condizionanti la considerazione storiografica: qual è il peso che l'agricoltura avrebbe dovuto conservare nell'Italia del secondo dopoguerra? In quale misura, più equa e più adeguata ai tempi e alle esigenze, essa doveva essere guardata e non abbandonata in nome e nel segno di un industrialismo assoluto e assorbente?
Rogari esamina la vicenda dell'agronomo e agricoltore Stanislao Solari (Genova 1829-Parma 1906), già valoroso ufficiale della marina militare, decorato ad Ancona, a Gaeta e al Garigliano, che, grazie ad una fitta serie di viaggi e di esperienze in Europa, in Asia e in America, trovò nei patimenti economici la causa principale dei contrasti sociali e la terapia più efficace nel ritorno alla campagna e nel rifiuto inconciliabile dell'urbanesimo e dell'industrialismo. La società neofisiocratica che Solari giunge quasi al disegno di una nazione rurale poteva anche apparire utopica e, in effetti, non mancano risvolti in tale senso, ma tendeva altresì al pratico con la utilizzazione dei fertilizzanti e dei concimi chimici.
L'assise fiorentina dell'Opera dei Congressi del 1892 segna l'inizio della collaborazione di Solari con il movimento cooperativo cattolico, all'interno del quale è conosciuto grazie agli articoli di don Giovanni Bonsignori sul quotidiano bresciano TI Cittadino.
La scuola agraria di Parma, istituita da Solari, acquista credito crescente e peso nella redazione della rivista dei cooperatori, La Cooperazione popolare: saranno anni fecondi specie per il movimento, messo in condizione di diffondere metodi e tecniche utili e pratici,
La crisi dell'Opera, nel 1898, avvia la parabola discendente conclusa, anni più tardi, nel 1902, con la scissione della rivista in due testate, La Cooperazione popolare e la Rivista di Agricoltura. Solari entra allora in una polemica sempre più intensa con I cattolici, dei quali non comprende il nuovo indirizzo dominante, quello democratico-cristiano, e per i quali teme la commistione con i metodi e gli obiettivi socialisti.
La fine del primo decennio del secolo, scomparso l'ideatore, vede l'affievolirsi della linea neofisiocratica, Incapace di reggere il confronto con il processo di industrializzazione dilagante, pur tra contraddittori aspetti.