Rassegna storica del Risorgimento

BLAKISTON NOEL
anno <1985>   pagina <243>
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Libri e periodici
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s'intende, che segna una riesumazione ormai assurda di quello che era stato contro Crìspi un caposaldo principalissimo del patto di Roma, e disposti al compromesso ed all'accomo­damento nelle questioni finanziarie.
Intermediari, dunque, ma senz'altro subalterni alla Sinistra ministeriale, Giolitti o Zanardelli ne fossero i leaders (e con i quali del resto Cavallotti aveva intrecciato le fila di una ben diversa grande alleanza nel 1897) e sempre meno in grado di farsi ascoltare da un socialismo ormai sempre più autonomo, a sua volta, in un ruolo specifico di oppo­sizione non soltanto parlamentare.
RAFFAELE COLAPIETRA
ALBERTO PRETI, Democrazia e sviluppo industriale in Emilia-Romagna. Contributo alla storia della realtà regionale fra Ottocento e Novecento; Bologna, University press, 1984, in 8, pp. 224. S.p.
Sul finire degli anni Quaranta, in una notissima relazione sulla storiografia locale, alla quale occorre continuare a guardare, considerata la chiarezza della impostazione e degli obiettivi, Luigi Dal Pane avvertiva che lo studio dell'articolazione economica della società può, ad un certo momento, sollevarsi al di sopra della mera descrizione ed ambire, mediante l'applicazione dei più moderni e raffinati metodi d'indagine statistico-economici, di addentrarsi nella dinamica stessa dei processi economici, lumeggiando le leggi di una determinata struttura . *) Di rilievo risultava inoltre l'analisi dei tre maggiori difetti degli studi locali, individuati nella frammentarietà, nella dispersione e nel provincialismo.2)
Nella regione emiliano-romagnola, dopo l'importante puntualizzazione di Dal Pane, non sono mancati davvero gli studi ed i saggi sui democratici, sul movimento operaio e sulle lotte sociali. Soltanto, limitando la segnalazione all'ultimo quindicennio, per tono e livello vanno indicati i lavori della Bassi, di Roveri, di Varai, di Sozzi, di Prati, della Servetti Donati, della Tarozzi, di Casadio. di Evangelisti, di Masulli e di Cammelli.
Alla produzione già pubblicata, che non è limitata a quella ricordata, si aggiunge ora il volume di Alberto Preti, composto di 5 saggi: quattro di essi, non inediti, sono ripresentati con le opportune variazioni ed integrazioni bibliografiche. Gli scritti si dividono in due filoni, i primi tre vanno ricondotti a quello storico-politico e gli altri due a quello economico-sociale.
Se il movimento democratico ha potuto avere nella regione valore e rilievo quasi proverbiali, ciò è dovuto naturalmente anche agli uomini ed ai gruppi, che seppero seminare ed insegnare. Il primo contributo è dedicato, infatti, a Quirico Filopanti, figura non del massimo livello, ma tale da poter lasciare un'impronta fra Roma e Bologna nel 1848-1849, anni tanto particolari e tanto significativi.
Il secondo studia il rapporto politico, ideologico ed organizzativo tra liberali pro­gressisti e democratici. Il periodo preso in esame, 1876-1882, è quello in cui nascono, paiono rigogliose ed invece, per alcuni, si spengono o, per altri, si trasformano le speranze di una svolta sostanziale della vita nazionale e locale.
Le connessioni tra l'azione amministrativa dei repubblicani romagnoli e la stampa periodica sono alla base del terzo contributo, limitato cronologicamente al primo decennio del nostro secolo.
Nel secondo settore, l'articolo Caratteri e limiti dello sviluppo industriale nel cin­quantennio postunitario mira ad una sistemazione del tema, del quale si individuano i passaggi temporali fino al conflitto mondiale. È in queste pagine una efficace convalida
1) L. DAL PANE, 7 moderni indirizzi delle scienze storico-sociali e lo stato attuale degli studi romagnoli in questo campo, in Patti e teorie, XII (1950), pp. 14-33, ora in la storia come storia del lavoro. Discorsi di concezione e di metodo, Bologna, 1968, pp. 43-69. La citazione è alle pp. 57-58.
2) Ivi, p. 51.