Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ECONOMIA SEC. XVIII
anno <1985>   pagina <271>
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Le gabelle di transito nello Stato della Chiesa 271
metà di agosto. ,0> E di lettere di risposta alla circolare della Congregazione del Buon Governo ve ne sono molte: per l'esattezza 234; di queste, 166 sono state rinvenute in A.S.R., Congregazione del Buon Governo, Serie XI, voi. 371 e 68 in A.SJR.., Camerale II, Dogane, Busta 151.In Se un certo numero di lettere si trova nel fondo archivistico del Camerale II (Dogane) è da attri­buirsi, in parte, al fatto che alcune piccole città inviarono la risposta al Tesoriere provinciale della R.C.A. oppure dichiararono che la loro gabella di transito era riscossa dagli appaltatori della R.CA.
Delle 234 lettere rinvenute solo 164 attestano l'esistenza di gabelle di transito; le rimanenti 70 lettere fanno presente che nel territorio da cui provengono sono in vigore varie gabelle esclusa, però, quella di transito. Ma anche da molte delle 164 lettere si apprende che vigono altre gabelle commutative oltre al pedaggio. Ad esempio, Città di Castello manda notizie sulle sue gabelle dell'estimo dei terreni, della imposizione sopra i censi, sulla colletta del focolare, sulla gabella del pesce e dei salumi e sulla impo­sizione sopra i bestiami; Monte Milone su quella detta della piazza; San Gemine sulla sua gabella di due baiocchi e mezzo per ciascheduna Bocca da 7 anni in su e Amandola su quella detta degli stracci.
Se si concentra l'attenzione sui pedaggi, le 164 città grandi e piccole che hanno risposto sono quasi sicuramente una buona rappresentanza del totale dei luoghi aventi gabelle di transito e il loro numero è tale da poter ricostruire un mosaico che, seppure incompleto, ci fa capire quale era la situazione riguardo ai pedaggi. Non è stato possibile rintracciare copia della lettera circolare, ma si può ugualmente ricavare il suo testo dalle lettere in risposta. La Congregazione del Buon Governo chiedeva informazioni sulle eventuali gabelle di transito, estrazione ed introduzione esatte dalle Comu­nità, e da quale autorità fossero state imposte, in perpetuo o temporanea­mente, e richiedeva anche copia del tariffario relativo.
Quasi tutte le comunità omettono di rispondere ad alcune richieste e, in generale, le notizie sono scarse e frammentarie, specie per quel che riguarda l'origine e la destinazione del ricavato dei pedaggi. La comunità di Recanati afferma che la sua gabella di transito fu dal General Consiglio imposta Tanno 1639 colla nomina di tre Gentiluomini Consiglieri deputati a farne i Capitoli del tariffario, che furono in seguito approvato da mons. Corsi, Visitatore Apostolico, nel 1672. In tutte le altre vi sono spesso asser­zioni assai vaghe: Monte Lupone afferma che si è trovato bensì, che si esigeva nel 1547, e più in avanti non si è potuto ricercare, per essere i caratteri astrusi, e che non possono in alcun conto leggersi ; Otricoli precisa che Nel 1535 la S.M. di Paolo III, nell'anno secondo del suo pontificato confermò la sua gabella di transito, nonostante che i documenti comprovanti la sua concessione da parte di Bonifacio VIII fossero andati smarriti ùi tempo dell'invasione di Roma... ; Monte Milone dice di non poter docu­mentare la data della sua antichissima gabella di transito perché nel 1443 la città andò a fuoco a causa del sacco ricevuto da Niccolò Piccinini
W> La data esatta si ricava da una lettera inviata da Macerata il 12 agosto 1748 (A.S.R., Congregazione del Buon Governo, Serie XI, voi. 371). Tnfatti il priore risponde ... in obedienza de vencratissimi loro comandamenti delti 20 luglio scaduto,,,*.*,
il) Vedi elenco in Appendice T.