Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ECONOMIA SEC. XVIII
anno
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1985
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272
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272 Stefano Dirti
per comando di Francesco Sforza . Nonostante tutte le difficoltà per rinvenire notizie certe e sicure, le città piccole danno per certo che le loro gabelle sono state create per essere esatte per sempre. Lo afferma Appignano (dette gabelle [passo e tratta] son perpetue e non imposte per tempo limitato ) e con lei tutte le altre. San Giusto ammette che la Gabella del Passo è stata rinnovata perpetua per legge municipale fin dall'anno 1572... , come se bastasse una legge municipale a modificare il carattere sostanziale di un provvedimento.
Le gabelle sono, quindi, perpetue e hanno la loro origine in un arco di tempo che va dal 1350 al 1550 circa. Per quel che riguarda la destinazione dei proventi nelle risposte si afferma che per lo più vengono destinati al pagamento di tasse statali. Monte Leone afferma che col ritratto dell'affitto poi si contribuisce al pagamento dei pesi Camerali a norma dell'intimazione che di Bimestre in Bimestre viene trasmessa a questo comm.e dalla Tesoreria di Spoleto . Serra dei Conti, Città di Castello e altre comunità asseriscono di provvedere con il ricavato delle gabelle al pagamento dei pesi camerali. Fabriano invece afferma che in un documento del 1436 si dice che fosse imposta la Gabella di Passo per i bisogni pubblici... ; mentre Fano, più esplicitamente, asserisce che il ricavato serve per il mantenimento de' suoi salariati usati per i lavori pubblici. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, poche sono le città che, almeno per il momento, dichiarano, come Monte Abboddo, di servirsi del ricavato per riparare le strade e i ponti per cui si esige il pedaggio.
Quanto ai ricavi, le comunità sono assai restie a fornire particolari, mentre, invece, si dilungano sul sistema di riscossione. Possiamo, quindi, affermare che quasi tutte le città preferiscono evitare le noie e i frequenti controlli derivanti dallo stipendiare esse stesse i gabellieri; pertanto, come Castel Fidardo, sono propense ad affittare il jus exigendi ad estinzione di candela . Dall'apertura della gara, si ricevevano offerte per l'appalto per tutto il tempo che una candela avrebbe impiegato a consumarsi; scaduto tale termine si valutava l'offerta migliore e al suo offerente si assegnava il compito di esigere il pedaggio. Il periodo di affitto, o appalto, variava da un anno, come a Castel Fidardo e a Trevi, fino a tre anni, come a Monte Lucone e Canino. Spesso, inoltre, poiché il ricavato della gabella era scarso, si univa ad essa anche l'affitto dell'osteria del luogo: Canino e Monte Santo ne sono due esempi. Quando poi l'osteria non c'era e il ricavato era scarso si finiva, come nel caso di Penna San Giovanni e Monte Corsaro, per non applicare più il pedaggio ... per la tenue risposta che se ne ritraeva . Sull'argomento ricavi le città diventano laconicissime. Per lo più non menzionano alcuna cifra e Macerata è un caso raro poiché afferma che ha tre gabelle di transito: da quella della città si ricava un affitto di 700 scudi l'anno; quella per le merci provenienti da Tolentino e che vanno ad imbarcarsi, 300 scudi; la terza sulle merci provenienti da Loreto e che transitano per la montagna, 100 scudi. Quando, comunque, è dichiarata, la cifra è molto bassa: Rocchetta afferma che per consuetudine inveterata suole affittarsi per la miserabile risposta di baiocchi 40: in 50: in circa, e anche rare per mancanza di oblatori . Oppure si segue altra strategia. Trevi afferma che quantunque la Com.tà l'abbia affittate [la gabella di passo e la dogana] per 500 scudi incirca ragguagliatamente, ogni anno, nulla di meno l'uscita Communitativa ha annualmente superato l'entrata come appa-