Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ECONOMIA SEC. XVIII
anno
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1985
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pagina
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273
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Le gabelle di transito nello Stato della Chiesa 273
risce dalle tabelle, di centinaia di scudi ; quindi la cifra dell'affitto è grossa, ma la città è ugualmente in deficit. Invece Roccacontrada si dilunga in una decisa invettiva contro gli ecclesiastici ritenuti responsabili coll'esentarsi da pesi ancor Camerali di lasciare più intolerabile la Soma sopra li soli poveri laici unici viaggiatori paganti.
La richiesta concernente l'invio del tariffario è quella più esaudita, forse perché era la meno compromettente. I tariffari (registri in cui erano elencate le varie robbe soggette ognuna a differenti tasse per il transito) sono indicativi oltre che dell'estensione della città, anche dell'importanza della sua posizione geografica e della via di comunicazione. I borghi più piccoli come Fratte riportano solo poche voci quali le bestie Asinine, Porcine, Muline, Bovine oppure il grano, l'olio, le grascie, la legna, le valigie e le borse in genere. Le città di media importanza, come Castel Fidardo, inserivano voci un po' più particolari come la carta, il sego, le piume e le penne, la seta e l'argento. Le grandi città o i centri commerciali, come Spello, arrivano ad enumerare anche un migliaio di voci distinte, tra le più disparate, come le zanne d'avorio, i cappellini da donna, le parrucche, gli ori, i mobili, i tappeti orientali, la manna, le lucerne il belzoarro (concrezione che si forma nell'apparato digerente dei ruminanti e ritenuta potente antidoto contro i veleni), lo scòtano (arbusto cespuglioso la cui radica e corteccia servivano a tingere di giallo i tessuti) e così via. E se Castel Fidardo, esempio di città media, enuncia fra le altre voci i fiori dì camomilla, gli storioni, lo zafferano e il salnitro, ciò sta probabilmente ad indicare che o nelle vicinanze vi erano i centri di produzione di queste merci oppure questa città si trovava proprio sulla strada percorsa dai mercanti di quei prodotti. L'analisi di un tariffario quale quello di Spello (di più completo, organico e vario) ci fornirà ulteriori argomenti. Esso si divide, come molti altri, in due parti: la prima è detta la Tassa e contiene un elenco di merci, in ordine alfabetico, con le loro rispettive gabelle di transito; la seconda parte è detta i Capitoli ed è propriamente il vademecum del gabelliere.
La merce veniva tassata per soma (quantità generica che stava ad indicare un carico di merce a dorso di bestia e che era comunque un peso variante tra gli 80 e i 120 kg. circa) o per libra che era requivalente di 0,33 kg. *2> Prima di paragonare i valori monetari sarà utile ricordare che uno scudo è uguale a cento baiocchi e, a sua volta, un baiocco è l'equivalente di cinque quattrini. 13> Per dare un peso a queste monete, possiamo dire che in quegli anni un contadino per vangare la vigna riceveva 5 baiocchi al giorno,,4> un portiere od un cuoco come quelli dell'Ospedale del S. Spirito prendevano 2 scudi al mese, mentre il computista del suddetto ospedale aveva uno stipendio di 25 scudi al mese contro ì 12 all'anno del Confessore o i 36 del Chirurgo.
12) A. MARTINI, Manuale di Metrologia ossia Misure, Pesi e Monete in uso attualmente e anticamente presso tutti i popoli, Torino, 1883. pp, 597-598.
) Ivi, p. 603.
14) A.S.R., Archlospedale di S. Spirito, Giustificazioni dì mandati, anno 1759, Busta 1591.
15) AJ5.R., Stato Generate del S. Spirito, Busta 2576, anno 1759. p. 53 e p. 76.