Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ECONOMIA SEC. XVIII
anno <1985>   pagina <282>
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Stefano Dirti
e quindi si dice che finirà il 20 maggio 1760. Per finire si riportano due casi. Montefìascone: Per supplire alla mancanza di proventi destinati al pagamento de' Pesi Camerali ottenne, dal Buon Governo, nel 1717, l'auto­rizzazione a sottoporre all'onere del pagamento della gabella del passo chiunque benché Privilegiato, e privilegiatissimo . Filacciano: Filacciano è un piccolo Paese di 84 fochi et ha pochissimo territorio, per il che non vi è traffico di veruna sorte e per quanto io mi sia informato dalli Pubblici Rappresentanti, e più pratici, e provetti del Luogo, questi costantemente mi testificano che in Filacciano non vi è gabella di veruna sorte, a riserva dell'uscitura sopra le poche grascie, che si trasportano in Roma per uso Proprio, la quale si paga all'Ili .mi Sig.ri Marchesi Muti Paparazzi Baroni di detto Feudo che è quanto precis. mi dò l'onore rappresentare a V.S. III.ma e Rev. in adempimento de' supremi commandi della Sagra Congregazione del Buon Governo con fare intanto a V. S. Ill.ma e R.ma profondissimo inchino, Filacciano 19 Ag. 1759 Um Div et Obblig" Servo Pietro Paolo Can­toni Gov.e . È un piccolo quadro di una ben misera situazione.
Né il pontificato di Clemente XIII né quello di Clemente XIV, suo suc­cessore, videro la tanto sperata fine delle gabelle di passo. Di contro il massimo rilievo nei confronti della nostra ricerca viene ad essere accen­trato sulla persona di Giovanni Angelo Braschi, il futuro Pio VI, il quale, lungo le tappe della sua carriera si trovò per forza di cose a trattare il problema gabelle di transito. Fu segretario di Benedetto XIV ed è quindi logico supporre che conoscesse i risultati del censimento del 1748 e forse anche quello del 1759. Dal 1766 al 1773 (sotto i pontificati di Clemente XIII e Clemente XIV) fu Tesoriere Generale dello Stato e secondo vari autori, quali il Dal Pane tra i moderni e il Vergani tra i contemporanei, proprio in questo periodo il Braschi promosse alcune riforme. Un primo progetto, che si può attribuirgli, è quello che intende Ripartire tutte le Imposizioni Camerali dello Stato Pontificio sull'Estimo, Sale e Macinato . 2 Di sicuro il Braschi persuase Clemente XIII a chiamare in Roma uno dei più esperti direttori delle Finanze di Milano, per sistemare le imposizioni dello Stato Pontificio e, più precisamente, per stabilire in primo luogo un piano per un nuovo e più valido sistema doganale. Anche il Vergani conferma questo fatto e aggiunge che al milanese Bettinelli fu dato l'ordine di intraprendere il giro di tutto lo Stato, per combinare i mezzi dell'esecuzione.28) Il Betti­nelli compì questo viaggio dal 16 maggio al 27 novembre 1768, viaggio lungo e non agevole, che portò il finanziere a contatto con la misera realtà dello Stato. Al termine di questo pellegrinaggio il Bettinelli preparò un progetto sulle dogane ai confini steso dal Bettinelli sotto il Tesorierato di M. Gio. Angelo Braschi , che si articolava in sette punti.
Il piano prendeva in considerazione, al punto 2, il progetto del Braschi. Importanti sono alcuni brani che riguardano il punto 4, nei quali il Betti-
26) A.S.R.. Camerale II - Dogane, Busta 139. L'attribuzione si basa su due lettere del 1777 che precedono 11 progetto.
27) M. FANTUZZI, Memorie di fallì dei miei tempi, in Annali della Facoltà di Economia e Commercio, Università di Bari, 1938.
28) P. VERGANI, Dell'Importanza e del prezzi del nuovo sistema di finanza dello Stato Pontificio, Roma, 1794, pp. 52-53.