Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO ECONOMIA SEC. XVIII
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1985
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Le gabelle di transito nello Stato della Chiesa 285
il viandante sconfini di pochi palmi, lo investe coli'arresto della persona e della roba. Questa poi si sbandisce a poco prezzo, ed il viandante sta carcerato, ed il giudice e i suoi ministri, che partecipano della pretesa fraude, gli pare d'avere le mani legate per render all'oppresso giustizia. Insomma un aggravio incalza l'altro fino a che colla rovina de' passeggeri si compisca ancor quella del commercio purtroppo pregiudicato anche quando si stia nei limiti del dovere. Perché le visite delle merci ad ogni picciol tratto, le obbligate fermate de' mercanti, i pagamenti delle imposte scoraggiscono ognuno dell'industria, e fanno crescere i prezzi a tutti i generi .
A questo punto è logico che si prospetti l'abolizione delle gabelle di transito, con un indennizzo per coloro che le posseggano a titolo oneroso, e la creazione di una cinta doganale ai confini.
Dirà qualcuno che progettandosi di dare il compenso a quelli che godono il gius di esigere i passi a titolo veramente oneroso e canonizzato porterà un considerabile sbilancio... ma si risponde primieramente che qualunque possa essere l'importo della partita, resterà abbondantemente compensata ai sudditi coi vantaggi della soppressione favorevole alla libertà di Commercio ma inoltre credesi che non sarà molto rilevante, perché tolti i passi appartenuti alla Camera, che saran compresi nella generale abolizione di tutti i Dazj Camerali, gli altri di quella specie, che meriteranno compenso, non possono ascendere che a somma molto ristretta e per quanto esser possa, non saravvi bisogno di farne peso ai Sudditi, perché verrà all'Erario del Principe risarcita colla nuova Tariffa delle Dogane che potrà fissarsi più alta, rendendo le merci obbligate ad un sol pagamento all'ingresso e all'uscita dello Stato .
La Congregazione aderì al progetto Pallotta e, su questa linea, il 7 gennaio 1777 approvò il piano Bettinelli. Che il Papa s'interessasse direttamente a quanto si stava cercando di attuare e desse consigli e fosse ansioso di veder risultati a breve termine si può ricavare anche dalle varie stesure del Motu proprio del 27 luglio 1776 dove il Papa interviene per meglio specificare, o per ampliare, il concetto. In una prima stesura dell'atto, si diceva che la Congregazione, come primo compito avanti a tutto dovrà prendere in considerazione il progetto già esaminato nell'anno 1768 dalla Congregazione particolare deputata dal nostro Predecessore Clemente XIII risguardante la semplificazione delle imposizioni Camerali con abolire tutte le Tasse, Dazi, Gabelle e Pedaggi Camerali dello Stato . Nel punto dove si parla di pedaggi camerali Pio VI fece un richiamo e aggiunse: e Commu-n ifativi .
Pio VI sperava di attuare in pochi anni il piano Bettinelli e, secondo quanto indicato dal de Miller in una sua memoria,37) sei editti si sarebbero dovuti susseguire tra il 1777 e il 1780. Il primo editto avrebbe riguardato l'estimo e sarebbe stato seguito da un editto sul nuovo sistema fiscale;
36) Le varie minute son contenute in: A.S.R., Camerale II, Camerlengato e Teso rierato. Busta 16.
37) A.S.R., Camerale il - Dogane, Busta 140: Memorie e pareri sul progetto dell'Abolizione di rutti 11 Dazi, Tasse e Gabelle Camerali ed una imposizione sopra soli tre capi, cioè estimo, Sale e Macinato.