Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO ECONOMIA SEC. XVIII
anno <1985>   pagina <287>
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Le gabelle di transito nello Stato della Chiesa 287
positivo valeva a determinare il diritto al compenso nei confronti del tito­lare del pedaggio, non mai quello di continuare nell'esigenza . Prima però di accordare il compenso a quelli, che per i sunnominati titoli rigoro­samente onerosi avranno ottenuto la concessione degli stessi Pedagi, o i loro Concessionarj, dovrà la sudetta Congregazione Camerale esaminare, se l'introito annualmente fatto fino al presente abbia nel lungo giro dell'esi­genza non solo corrisposto all'importo del frutto del Capitale pagato in Camera, o addossatosi per la medesima, o coequato la valutazione, che con ragionevol arbitrio potrà darsi ad altri simili Titoli, ma abbia di più ecce­duto lo stesso frutto, o valutazione; e in questo caso di annuo eccesso dovrà a proporzione minorarsi, o in tutto negarsi il compenso per averlo i possessori già conseguito... . Il pontefice quindi prescrive che quanto decretato sia esattamente eseguito e ne affida il compito al Tesoriere Gene­rale, mons. Pallotta.
Varie documentazioni dovevano essere arrivate in tre mesi, tanto che Pio VI afferma nel Motti proprio del 16 luglio 1777:39>
Noi eravam veramente convinti, che pochi potessero produrre questi titoli, essendoci noto abbastanza che ben parecchie Gabelle, e Pedaggi derivano più d'abuso, se non anche dalla forza degli Esigenti. Altri poi furono, o si pretendono ceduti ad alcune Comunità, acciò potessero meglio supplire ai Pesi loro incombenti; ed altri molti ripetono libéralissime concessioni, e la ricompensa di certi meriti colorati, che non potevano attrbuire a quegli Impetranti un'azione contro la Camera per riportarne un'adeguato compenso.
Di fatti nelli due Mesi già scorsi niuno produsse alcun titolo propriamente oneroso, ma chi affacciò meramente Concessioni da Noi previste: Chi senza darsi alcuna cura cercò di andare profittando della toleranza, inseguela di cui nei ridetti tre mesi si continuavano alcune moleste esigenze, e questi poi si vanno ancora lusingando, che alla passata condi­scendenza debba succederne altra in appresso .
Pio VI chiarisce che coloro che pensano di poter contare ancora sulla passata condiscendenza si sbagliano. Intima, infatti, che restino aboliti tutti, e rimossi li mentovati pedaggi, e Gabelle di Transito, comunque fos­sero, o se no altro si pretendessero derivanti da qualche titolo oneroso, ed anche spettassero alla Nostra Camera, di modo che non rimanga di esse neppur la minima dentro i Confini dell'enunciate cinque Provincie oltre il dì 16 del prossimo Luglio,40* e continuandosi più oltre si procederà alle pene che verranno imposte ai contravventori dell'Editto da pubblicarsi da Mons. Tesoriere con questa Cedola di Moto proprio . Ed infatti il Pallotta minaccia ai contravventori le pene comminate dal Gius Comune, e dai Bandi contro gli esattori di Gabelle, e Pedaggi indebiti, e che pur vegliano contro i Rapinatori e Perturbatori della sicurezza, e libertà delle Strade pubbliche. Comunque, a scanso di equivoci, il Papa concede una proroga, per l'esibi­zione dei titol ia convalida dell'onerosità dei pedaggi, valida per tutto il prossimo Mese di Dicembre del corrente anno . La questione annosa dei pedaggi è, così, avviata a soluzione.
STEFANO DINI
39) A.S.R., Congregazione Camerale delle Soppresse gabelle di pedaggio, voi. T.
40) Questa parte del testo era stata scritta il 7 giugno 1777.